Gazzetta di Modena

Modena

Sale slot, quattro ricorsi al Capo dello Stato

Sale slot, quattro ricorsi al Capo dello Stato

I gestori rifiutano la riduzione degli orari, il Tar li ha già bocciati. E sulla Giardini esercizio contestato

2 MINUTI DI LETTURA





La battaglia di carte bollate è solo all’inizio. I titolari delle sale con le slot machine non hanno intenzione di limitare le proprie attività negli orari stabiliti dal Comune di Modena con l’ultima ordinanza.

Il gioco d’azzardo no limits è l’unica legge che i titolari riconoscono e la sola prospettiva di orari meno lunghi di quelli attuali viene vista come una minaccia alla libertà d’impresa. Di qui i primi due ricorsi al Tar, ma i giudici amministrativi hanno negato legittimità alla richiesta contenuta nel primo esposto. E il secondo, vista la mala parata, ha preferito ritirarsi prima di incassare una seconda sconfitta e pure il pagamento di spese processuali e per l’avvocato.

Tutto risolto dunque. Neanche per sogno. I titolari di altri quattro sale di videogiochi e simili hanno fatto ricorso ma al Capo dello Stato: una procedura parallela a quella dei tribunali amministrativi regionali che consente procedure più rapide e meno onerose. Non è indispensabile il patrocinio legale, le spese si riassumono in un contributo una tantum di 650 euro ma non sono possibili ulteriori gradi di giudizio.

Quello che deciderà il presidente Sergio Mattarella sarà definitivo.

In attesa della decisione del Capo dello Stato però c’è chi, tra i quattro ricorrenti, si è già mosso per conto suo come se i divieti previsti dalle norme in vigore, nazionali e locali, non esistessero. Ovvero ha ritenuto, apprendo una grossa sala su via Giardini al Direzionale 70, di essere nel giusto.

Questo almeno è quanto ha dichiarato il titolare al Comune. Gli uffici dell’assessore Bosi gli hanno già ricordato, tra le altre cose, la vicinanza delle scuole e l’inosservanza delle norme contenute nel Rue, il Regolamento Urbanistico Edilizio.

Niente da fare, la sala slot è aperta e funzionante.

In Comune non l’hanno presa bene. Anche se gli uffici e lo stesso assessore preferiscono non commentare la vicenda, si capisce che faranno della vicenda una questione di principio per non creare un precedente che potrebbe essere usato da altri.

È facile quindi prevedere che la trafila, nei prossimi giorni, sarà quella prevista per casi come questo: raccomandata, prescrizione, diffida e chiusura coatta con pagamento si spese e sanzioni. Cinque tappe in cui però il titolare potrebbe decidere contromisure legali ma che potrebbero solo rallentare di qualche settimana la procedura e inasprire il conflitto.

A parole c’è chi in Comune spera in un ravvedimento dell’ultim’ora da parte dell’amministratore della sala giochi, prima di arrivare al braccio di ferro dei controlli, ma nulla lascia credere che ci sia un passo indietro. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google