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Sant’Agostino? No, Officina del Futuro

Sant’Agostino? No, Officina del Futuro

L’ipotesi del cambio di nome contenuta nella delibera di giunta: «Sarebbe un marchio nazionale»

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Magari non richiamerà esattamente l’immagine classica della cultura, quella basata sui libri e sulle arti, ma d’altra parte si avvicina senza dubbio di più ai concetti di innovazione e di tecnologia sui quali si basa il ‘made in Modena’. Fatto sta che il polo culturale Sant’Agostino sta pensando di… cambiare nome - o meglio, di darsene uno - e di trasformarsi nell’‘Officina del futuro’. L’ipotesi è avanzata nella delibera, approvata dalla giunta nel luglio scorso, che dà il via libera ad un regolamento per disciplinare l’attività dei comitati e dei tavoli di lavoro che avranno il compito di dare un supporto tecnico alla definizione del progetto. Il documento prevede così una serie di norme e di indirizzi strategici che dovranno guidare gli organi di supporto tecnico, ovvero i comitati e i tavoli di lavoro. Ma se il primo allegato si sofferma sugli aspetti tecnici del regolamento, il secondo affronta il tema degli indirizzi strategici per lo sviluppo del progetto culturale, ipotizzando dunque un nuovo nome per il polo Sant’Agostino: «Nel rispetto delle specificità culturali e delle autonomie organizzative delle diverse istituzioni presenti all’interno del nuovo polo - si legge - sarà importante individuare i contenuti federativi delle diverse attività in grado di fornire unità e identità a uno spazio che non può correre il rischio di divenire un semplice contenitore di esperienze diverse. L’idea guida potrebbe essere rappresentata dal nome e dal concetto di ‘Officina del futuro’: assumendo questo nome, il polo della cultura si situerebbe all’intersezione di diversi ambiti, ovvero tra la cultura scientifica e quella umanistica, tra la storia locale e quella nazionale, tra le arti e il pensiero, tra la memoria della tradizione e la progettazione del futuro e tra il libro e il digitale. Il nuovo polo - si legge ancora nel documento - declinato come l’‘Officina del futuro’, affronta anche due fondamentali criticità: la riconoscibilità del progetto a livello nazionale e la sostenibilità economica delle attività culturali del polo. Se infatti Modena possiede molte eccellenze, è difficilmente in grado di presentarsi a livello nazionale come ‘città dell’arte’ o ‘città del libro’: la convergenza in un unico luogo di competenze diverse, tutte di alto livello, permetterebbe di superare questo ostacolo, creando un valore aggiunto progettuale in grado di costruire un’unità che è più della semplice somma delle parti». Nel frattempo, proseguono i lavori della Conferenza preliminare dei servizi per l’Accordo di programma relativo alla riqualificazione del complesso: i soggetti che vogliono essere ascoltati nelle audizioni - il prossimo appuntamento è fissato per il 6 settembre - hanno tempo fino a lunedì 4 settembre per fare domanda. L’obiettivo della Conferenza preliminare, nata il 5 luglio scorso, è quello di acquisire pareri, nulla osta o altri atti di assenso da parte di amministrazioni ed enti competenti.

Luca Gardinale

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