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Il mistero della sparatoria Cala il silenzio sull’inchiesta

Il mistero della sparatoria Cala il silenzio sull’inchiesta

Savignano. Il gambizzato ha indicato l’uomo che lo ha colpito: è il rivale in amore Del vignolese si sono perse le tracce pubbliche: c’è un uomo armato in libertà?

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SAVIGNANO. C’è un nome: è quello che ha fatto Hicham Hafid; c’è una storia che parla di una sparatoria: quattro colpi esplosi a bruciapelo; c’è una pistola e un uomo armato di cui si conoscono le generalità, ma che sembra sparito dal radar della comunicazione. E c’è anche un episodio così socialmente eclatante su cui è calato un silenzio anomalo. Perché sparare in un parcheggio pubblico, alle 22.40 di un venerdì sera, a pochi passi da un ristorante come il “Perla Verde” di via Magazzeno che a quell’ora ha comunque diversi clienti a tavola, non è una faccenda a cui il territorio modenese è particolarmente abituato. Eppure di quell’uomo che impugna un’arma, legalmente detenuta o meno saranno gli accertamenti a doverlo confermare, non si sa nulla. Vani i tentativi di ottenere informazioni sullo sviluppo dell’inchiesta affidata dalla Procura ai carabinieri, incaricati in qualità di polizia giudiziaria. Se l’Arma, coordinata dalla magistratura geminiana, abbia rintracciato o meno l’aguzzino di Hicham Hafid, se lo abbia arrestato, denunciato o anche soltanto ascoltato come possibile persona informata dei fatti rimane un mistero per l’intera collettività, fatta salvo la ristretta cerchia di familiari e conoscenti di colui che ha sparato, indicato dalla vittima in un uomo che conosce bene e vive nel vignolese. È addirittura il nuovo compagno della sua ex fidanzata.

Nel frattempo il 39enne deve convivere con una ferita al polpaccio, centrato da uno dei quattro proiettili sparati a distanza ravvicinata; gambizzato come avveniva non troppi anni fa e in altri contesti criminali per mandare dei segnali.

Hicham Hafid ha parlato di questioni legate al rapporto di coppia, di gelosia mai sopita, ma davvero una vicenda di cuore può portare un uomo ad inseguire il rivale in auto e - a distanza di minuti da un eventuale screzio - a sparargli da distanza ravvicinata? Un dubbio sul movente, che come tutta questa vicenda resta soltanto un’ipotesi da poter fare durante una chiacchierata in libertà, senza avere contezza dei passi investigativi. La stessa libertà di cui forse gode ancora un uomo armato di pistola, capace di sparare senza particolari remore per una questione amorosa e chissà per cos’altro ancora. Forse, appunto. Ma senza certezze quel vignolese armato potrebbe essere a passeggio in città pronto a reiterare il reato così come in carcere perché accusato di lesioni gravi. Chissà... (fd)

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