Modena, scuola: la carica dei settemila supplenti
Boom di richieste per un posto: graduatorie cresciute a dismisura. Basta la laurea per concorrere a una cattedra
2 MINUTI DI LETTURA
Quanti sono i supplenti modenesi che tenteranno la carta dell’insegnamento con una richiesta per le graduatorie d’istituto?
Un stima di parte sindacale, mettendo insieme tutti coloro che si sono rivolti ai sindacati della scuola, tocca prudentemente le 7 mila unità ma tutti, confederali e autonomi, mettono le mani avanti: «I numeri completi alla fine può darli solo l’ex Provveditorato. Ma noi per tre settimane abbiamo avuto la fila davanti alla porta dalla mattina alla sera e poi centinaia di mail e migliaia di telefonate».
La carica dei 7 mila aspiranti supplenti ha una ragione pratica. Le graduatorie con i docenti cosiddetti di prima fascia, cioè che hanno ottenuto l’abilitazione anche se non sono di ruolo, sono esaurite e sono rimaste scoperte centinaia di cattedre. Da dove prendere quelli che mancano?
Dalle altre graduatorie, compresi quelli di terza fascia che hanno come unica credenziale la laurea. Ma se per i docenti di matematica i bisogni sono tali da spingere in cattedra i neolaureati per l’assoluta mancanza di candidati abilitati, per le materie letterarie il discorso cambia. Per le discipline scientifiche gioca la concorrenza con le imprese, che cercano persone specializzate da inserire in produzione in poco tempo; niente trafile, anni di supplenze e tirocini per loro, ma un contratto serio e uno stipendio adeguato. Ovvio quindi che ci siano pochi volontari per le cattedre.
Ma i numeri sono impressionanti. A fronte di 150 cattedre scoperte (sinora) su un totale di 762 cattedre da coprire, ci sono 7 mila persone che provano a inserirsi nel mondo della scuola. Per molti è l’ultima possibilità, prima di cercare altre strade. Per altri invece si tratta di uno scatto d’orgoglio, per seguire una professione che sentono come una vocazione.
In ogni caso le autorità scolastiche fanno la loro parte per accumulare ritardi su ritardi nell’organizzazione di graduatorie. «Dal Ministero al Provveditorato provinciale, l’Usp - dicono in buona sostanza i sindacati, senza distinzione di sigle nelle critiche - sono come sempre in ritardo sulle scadenze. A Roma si sono mossi due mesi dopo le date utili, offrendo un modulo elettronico che è un rompicapo e su cui si sono arenati molti colleghi. Poi c’è il cambio delle date, da giugno a luglio, per le scadenze e molti ci hanno chiamato disperati dai luoghi di vacanza perchè dovevano inseguire un computer e internet. Infine il doppio canale per i Provveditorati, a Modena le graduatorie dovevano essere pronte già il 6 agosto ma sino a oggi non c’è nulla. Viviamo alla giornata».
Saverio Cioce
Un stima di parte sindacale, mettendo insieme tutti coloro che si sono rivolti ai sindacati della scuola, tocca prudentemente le 7 mila unità ma tutti, confederali e autonomi, mettono le mani avanti: «I numeri completi alla fine può darli solo l’ex Provveditorato. Ma noi per tre settimane abbiamo avuto la fila davanti alla porta dalla mattina alla sera e poi centinaia di mail e migliaia di telefonate».
La carica dei 7 mila aspiranti supplenti ha una ragione pratica. Le graduatorie con i docenti cosiddetti di prima fascia, cioè che hanno ottenuto l’abilitazione anche se non sono di ruolo, sono esaurite e sono rimaste scoperte centinaia di cattedre. Da dove prendere quelli che mancano?
Dalle altre graduatorie, compresi quelli di terza fascia che hanno come unica credenziale la laurea. Ma se per i docenti di matematica i bisogni sono tali da spingere in cattedra i neolaureati per l’assoluta mancanza di candidati abilitati, per le materie letterarie il discorso cambia. Per le discipline scientifiche gioca la concorrenza con le imprese, che cercano persone specializzate da inserire in produzione in poco tempo; niente trafile, anni di supplenze e tirocini per loro, ma un contratto serio e uno stipendio adeguato. Ovvio quindi che ci siano pochi volontari per le cattedre.
Ma i numeri sono impressionanti. A fronte di 150 cattedre scoperte (sinora) su un totale di 762 cattedre da coprire, ci sono 7 mila persone che provano a inserirsi nel mondo della scuola. Per molti è l’ultima possibilità, prima di cercare altre strade. Per altri invece si tratta di uno scatto d’orgoglio, per seguire una professione che sentono come una vocazione.
In ogni caso le autorità scolastiche fanno la loro parte per accumulare ritardi su ritardi nell’organizzazione di graduatorie. «Dal Ministero al Provveditorato provinciale, l’Usp - dicono in buona sostanza i sindacati, senza distinzione di sigle nelle critiche - sono come sempre in ritardo sulle scadenze. A Roma si sono mossi due mesi dopo le date utili, offrendo un modulo elettronico che è un rompicapo e su cui si sono arenati molti colleghi. Poi c’è il cambio delle date, da giugno a luglio, per le scadenze e molti ci hanno chiamato disperati dai luoghi di vacanza perchè dovevano inseguire un computer e internet. Infine il doppio canale per i Provveditorati, a Modena le graduatorie dovevano essere pronte già il 6 agosto ma sino a oggi non c’è nulla. Viviamo alla giornata».
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
