Per la Festa del Pd a Modena un inizio... blindato
Misure di sicurezza all’ingresso, restrizioni per i concerti. L’atmosfera non ne risente, stoccate a chi ha lasciato il partito
MODENA. Un occhio alla sicurezza - un cordone di new jersey davanti all’ingresso, mentre alcuni agenti della Digos si aggiravano per la festa - e uno alle elezioni politiche sempre più vicine, con la Lega nel mirino molto più del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia.
Il Partito Democratico di Modena ha salutato così la partenza della Festa de L’Unità 2017. Una festa - quest'anno chiamata “L’Italia in testa” - che, tra la circolare Gabrielli e gli attentati di Barcellona e Turku, ha visto intensificare i dispositivi di sicurezza, ma senza stravolgere la quotidianità della kermesse di Ponte Alto: in sostanza, le novità si limitano alla presenza di alcuni cordoni di new jersey davanti agli ingressi, impedendo così a macchine e furgoni di raggiungere la festa, e in un ingresso controllato nell’Arena sul lago, l’area dei concerti. In questo caso, durante gli eventi gratuiti non sarà più possibile accedere all’arena liberamente, ma si entrerà passando per due ingressi con le relative code (mentre a quelli a pagamento si accede con il biglietto).
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Misure di sicurezza che però non hanno stravolto l’atmosfera della festa provinciale del Pd, aperta ieri alle 19 dall’inno nazionale suonato dalla banda, lasciando poi spazio alle parole del segretario provinciale Lucia Bursi, che ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime del terremoto di Ischia. «Viviamo in un territorio bello e fragile - ha detto il segretario - un territorio che dobbiamo imparare ad amare di più». Dopo aver ricordato che le parole chiave della festa sono “bellezza”, “sicurezza”, “opportunità” e “uguaglianza”, il segretario provinciale si è soffermato sul tema volontari, che tra addii e questioni anagrafiche hanno visto un calo di circa 200 persone (con una media di 600-650 volontari presenti in settimana e 800 nei weekend). «Vorrei fare un applauso ai volontari - ha detto la Bursi - e far notare che la narrazione esagera quando si parla di “emorragia”: insomma, è vero che qualcuno ci ha lasciato, ma non vorrei che facesse più rumore il volontario che se ne va dei 10 che restano».
La parola è quindi passata al segretario regionale Paolo Calvano, che ha citato il “Modena Park” partendo dalle parole di Vasco Rossi: «Direi che… “siamo ancora qua” - ha detto - anche se qualcuno preferirebbe che non ci fossimo».
Parlando del problema immigrazione, il segretario ha fatto notare che «il compito del Pd e del governo deve essere quello di mettere insieme i diritti e doveri di chi viene accolto e quelli di chi accoglie: dobbiamo trovare soluzioni senza cavalcare le paure come fanno i populisti».
Chiudendo il suo intervento, l’ex segretario provinciale ferrarese ha quindi riservato una stoccata agli scissionisti di Articolo Uno-Mdp: «Siamo ancora qua - ha ribadito Calvano - anche se, e la cosa vale anche a sinistra, c’è chi preferirebbe che non ci fossimo. E a chi se ne è andato dal Partito democratico vorrei ricordare che di compagni che sbagliano ce ne sono stati in passato e ce ne sono anche ora...».
Dopo il taglio del nastro, a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, è stata inaugurata anche la mostra sul fotogiornalismo dal titolo “L’Informazione negata”, mentre i ristoranti sono stati subito presi d’assalto, con i 'musicanti di San Crispino' che si aggiravano per gli stand, in attesa dei fuochi d’artificio, che hanno chiuso la serata.
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