Rifiuti, in città si cambia: via Emilio Po e Modena Est verso il porta a porta
Novità per 2600 utenze: si partirà subito dalla zona del Villaggio Artigiano entro fine anno, poi le frazioni
MODENA. Novità sui rifiuti. In una estate dove sul tema è stata soprattutto Hera a tenere banco per la richiesta alla Regione di nuova capaictà per lo smaltimento dei rifiuti, l’assessore Giulio Guerzoni fa il punto sulle novità che attendono centinaia di famiglie a Modena con l’arrivo dell’autunno.
La prima riguarda il porta a porta: «Vogliamo accelerare sulla raccolta differenziata porta a porta, ben consapevoli che il nostro territorio cittadino è variegato e con esigenze molto diverse tra loro (es. centro storico, cinta urbana, zona artigianali-industriali, forese e frazioni). L’assessorato e il gestore Hera hanno lavorato in estate per concludere in anticipo rispetto alle tempistiche preventivate le azioni contenute nel piano ModenaAmbiente 2014-19 e poi andare già oltre con la pianificazione al 2020. In agenda da qui fino a metà 2018, dopo Torrazzi, Nazioni e Bruciata, ci sono le ultime due zone artigianali che ruotano attorno a Emilio Po e Modena Est, utilizzando lo stesso modello di raccolta domiciliare di carta, plastica, vetro, organico e indifferenziato. I risultati con le prime sperimentazioni sono stati più che buoni: raddoppio della raccolta differenziata che qui era ferma al 35 per cento e riduzione degli abbandoni con una calo del 90 per cento delle denunce. Il perimetro delle due ultime zone sarà definito nel dettaglio, ma, indicativamente Emilio Po e Modena Est vedranno coinvolte tra le oltre 2600 utenze, in nettissima maggioranza non domestiche. Emilio Po si parte entro l’anno, a Modena Est a inizio 2018».
Tutto secondo un piano sempre più esteso: «Il passo successivo è concentrarci sulle frazioni e sul forese, anche qua coinvolgendo le utenze domestiche e non domestiche. In questo caso l’obiettivo non è solo quello di migliorare la quantità e la qualità della differenziata, ma anche contrastare l’abbandono e le migrazioni dalle direttrici provinciali che si registrano nei cassonetti ai margini del territorio comunale o lungo le maggiori direttrici di traffico. Il progetto verrà definito consultando e informando i cittadini e i Quartieri», precisa Guerzoni.
Il vero tema, che ha portato anche Atersir ad essere ripresa dalle autorità, riguarda la gara sui rifiuti: «Questi step evolutivi del porta a porta sono il modo giusto per continuare una corretta evoluzione del servizio senza far esplodere i costi degli utenti. Tutto questo lo dobbiamo fare in attesa delle gare di bacino che Atersir speriamo pubblichi al più presto e che rappresentano un momento fondamentale per i prossimi 15 anni, soprattutto se declinate sull’introduzione della tariffa puntuale che la Regione Emilia Romagna ha previsto per legge entro la fine del 2020».
Non ultime le polemiche sull’aumento dei rifiuti conferiti in via Cavazza: «Abbiamo piena fiducia nell’istruttoria che sta realizzando la Regione. Vedremo i risultati nelle prossime settimane. In ogni caso siamo tranquilli. Il termovalorizzatore comunque non c’entra nulla, è un impianto per rifiuti non pericolosi da sempre esistente, autorizzato e controllato».
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