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I bersaniani di Mpd inviano 007 alla Festa Pd

di Luca Gardinale
I bersaniani di Mpd inviano 007 alla Festa Pd

Tra gli stand anche chi ha lasciato il partito: un’occhiata curiosa ai volontari per contare le defezioni. Gli eventi sono per tutti, ma per i Dem è «spionaggio» 

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Non sarà stato uno spionaggio in stile Watergate, ma una curiosità che diversi democratici hanno giudicato un po’ eccessiva. Fatto sta che, mentre il Pd festeggiava con i big locali la prima serata della festa provinciale, tra gli stand e i ristoranti di Ponte Alto si aggiravano almeno due ex, oggi esponenti di Mdp - storici rappresentanti del partito alla Crocetta, la zona della città che ha visto il maggior numero di addii dopo la scissione di febbraio - che quindi non sono passati inosservati. Nulla di strano, visto che la kermesse è aperta a tutti, ma diversi esponenti del Pd hanno notato una cosa: i due ex sono passati da uno stand all’altro, controllando chi c’era, come stava andando il lavoro nelle cucine e quali volontari mancavano. Una curiosità considerata un po’ eccessiva, appunto, tanto che qualche democratico ha ironizzato (ma non troppo) parlando di “stalking” da parte dei bersaniani modenesi, accusandoli di essere ossessionati dal Pd. Passando dalle accuse di “spionaggio” alle parole ufficiali, se dal palco di Ponte Alto il segretario regionale del Pd Paolo Calvano e il presidente della Regione Stefano Bonaccini avevano scoccato diverse frecce verso Mdp, il capogruppo bersaniano in consiglio comunale Paolo Trande fa sapere di aver compreso «le esigenze di galvanizzare i propri militanti con attacchi e insulti agli altri, specie se li si ritiene con supponenza e tristezza di formula “compagni che sbagliano”, ma a Calvano e Bonaccini consiglieremmo una maggiore applicazione di studio e analisi sul voto in Emilia Romagna, dai flop di affluenza alle Regionali alle recenti amministrative con le debacle di Piacenza, Vignola e Budrio. Se si fosse studiato con maggiore attenzione, forse una qualche idea sulla necessità di aprire il confronto con la sinistra sarebbe arrivata, perché proprio lì c’è il dato politico di maggiore rilevanza, che spiega le sconfitte. Parole a cui il presidente Bonaccini ha controreplicato con un lungo post dalla sua pagina Facebook: «Faccio molta fatica a comprendere le parole dell’amico Paolo Trande - spiega - che non essendo presente non ha potuto ascoltare un discorso di diversi minuti e non sintetizzabile in due battute, perché pochi più di me, per storia personale e politica, possono vantare di aver fatto ogni sforzo possibile per consentire a sensibilità diverse della sinistra e del centrosinistra italiano di governare, insieme. In questi due anni e mezzo di governo regionale non si è mai sentita alcuna vibrante polemica sulle scelte di governo che abbiamo compiuto, nonostante la coalizione che mi sostiene sia differente da quella che sostiene il governo nazionale. Ribadisco che chi a sinistra pensa di poter fare a meno del Pd per battere Grillo e Salvini deve sapere per primo che andrebbe direttamente incontro alla consegna del Paese al M5s o alla Lega».

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