Raid dei lupi tra le pecore Gli allevatori in allarme
di Daniele Montanari
Guiglia. Due assalti a Monte Orsello: dieci capi uccisi. Sospetti su mamma e cuccioli «Ci sono delle famiglie e presto inizierà la raccolta delle castagne: si intervenga»
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GUIGLIA . Due attacchi voraci di lupi in quattro giorni, con dieci pecore uccise. Succede in mezzo al verde di Guiglia, nella frazione di Monte Orsello. Qui nella notte tra domenica e lunedì c’è stato un pauroso assalto all’allevamento di B.B., da trent’anni sul territorio: un buco nella rete del recinto e alla mattina i proprietari si sono trovati con otto pecore morte, di cui una completamente mangiata. E nella notte tra mercoledì e giovedì un’altra incursione fotocopia con altre due pecore uccise: di una è rimasto solo il pelo. Massacrato un terzo del gregge di una trentina di animali.
Nessun dubbio che si tratti di lupi: i buchi lasciati alla gola sono quelli tipici dell’attacco lupesco, un colpo solo ben studiato e mortale. È quanto ha certificato anche l’Ausl nel sopralluogo veterinario. Ma sono andati anche gli agenti di polizia municipale e i carabinieri, di fronte a episodi gravi e preoccupanti in prospettiva.
A pochi metri dal recinto ci sono infatti le abitazioni dei proprietari, e poco più lontano quella di una famiglia di marocchini con bimbi piccoli. Dai riscontri eseguiti, alla luce anche delle impronte di diverse dimensioni lasciate sul terreno (verificate da un guardiacaccia), è emerso che con tutta probabilità si è trattato dell’attacco di una femmina di lupo con piccoli al seguito, a riprova della voracità. Un gruppetto che dovrebbe avere il suo rifugio in mezzo al bosco di castagno, lì a una cinquantina di metri. E così cresce la paura: «Temiamo che i lupi possano arrivare nei cortili - dice Giuliana De Michele, figlia della titolare - non voglio pensare all’eventualità che trovino bimbi in giro, visto che finora hanno attaccato verso le 3.30 di notte. Ma abbiamo i cani in giro, le altre pecore, certo, ma anche la stalla con le mucche e il recinto degli asini».
E poi c’è un altro discorso: «Tra poco ci saranno le castagne, e l’esigenza di andare nel bosco per la raccolta - ricorda Giuliana - come faremo ad addentrarci lì in mezzo sapendo che c’è una tana di lupi?».
Di qui la richiesta di un intervento di tutela: «Speriamo che le istituzioni, a partire dalla Provincia, intervengano: sappiamo che i lupi non si possono abbattere, ma servono strumenti per difenderci, magari anche cani maremmani, non so. Però devono fare qualcosa, non come l’altra volta: nel 2014 i lupi ci uccisero 14 pecore e non abbiamo visto un euro del risarcimento di 2mila euro stabilito». Che in zona i lupi si siano ormai ambientati lo prova anche l’ultimo avvistamento documentato: a dicembre vicino al cimitero di Guiglia. E altri allevamenti, da Samone a Zocca, hanno subito attacchi.
Nessun dubbio che si tratti di lupi: i buchi lasciati alla gola sono quelli tipici dell’attacco lupesco, un colpo solo ben studiato e mortale. È quanto ha certificato anche l’Ausl nel sopralluogo veterinario. Ma sono andati anche gli agenti di polizia municipale e i carabinieri, di fronte a episodi gravi e preoccupanti in prospettiva.
A pochi metri dal recinto ci sono infatti le abitazioni dei proprietari, e poco più lontano quella di una famiglia di marocchini con bimbi piccoli. Dai riscontri eseguiti, alla luce anche delle impronte di diverse dimensioni lasciate sul terreno (verificate da un guardiacaccia), è emerso che con tutta probabilità si è trattato dell’attacco di una femmina di lupo con piccoli al seguito, a riprova della voracità. Un gruppetto che dovrebbe avere il suo rifugio in mezzo al bosco di castagno, lì a una cinquantina di metri. E così cresce la paura: «Temiamo che i lupi possano arrivare nei cortili - dice Giuliana De Michele, figlia della titolare - non voglio pensare all’eventualità che trovino bimbi in giro, visto che finora hanno attaccato verso le 3.30 di notte. Ma abbiamo i cani in giro, le altre pecore, certo, ma anche la stalla con le mucche e il recinto degli asini».
E poi c’è un altro discorso: «Tra poco ci saranno le castagne, e l’esigenza di andare nel bosco per la raccolta - ricorda Giuliana - come faremo ad addentrarci lì in mezzo sapendo che c’è una tana di lupi?».
Di qui la richiesta di un intervento di tutela: «Speriamo che le istituzioni, a partire dalla Provincia, intervengano: sappiamo che i lupi non si possono abbattere, ma servono strumenti per difenderci, magari anche cani maremmani, non so. Però devono fare qualcosa, non come l’altra volta: nel 2014 i lupi ci uccisero 14 pecore e non abbiamo visto un euro del risarcimento di 2mila euro stabilito». Che in zona i lupi si siano ormai ambientati lo prova anche l’ultimo avvistamento documentato: a dicembre vicino al cimitero di Guiglia. E altri allevamenti, da Samone a Zocca, hanno subito attacchi.
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