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Zanardi torna in servizio: ruba monete e l’arrestano

Zanardi torna in servizio: ruba monete e l’arrestano

Il conosciuto concordiese era stato trovato con le gambe rotte in un cantiere Dopo la guarigione sorpreso in un’azienda di Mirandola: fermato dal proprietario 

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MIRANDOLA. L’ultima volta che aveva dato sfogo alla sua passione professionale era inverno: venne denunciato per avere tentato un furto nelle nuove scuole di Concordia, poi per avere rubato in canonica. Adriano Zanardi da Concordia, da tutti soprannominato “Rapina”, negò con vigore, anche quella volta, come sempre in questi anni. Lo incastravano però le immagini della videosorveglianza che ritraevano la sua performance. Dando corso ad una delle sue proverbiali giustificazioni, quella volta se la prese col sacerdote, perché da credente non avrebbe dovuto denunciare il furto.

Poi quell’altra storiaccia, con Adriano detto Rapina trovato a tarda sera dolorante a terra, in un cantiere edile di Concordia, di fronte alla chiesa inagibile. «Sono venuto a cercare il gatto, l’ho visto entrare qui dentro», disse agli agenti della polizia municipale che, di passaggio, avevano udito le sue lamentele. Già, perché durante la “ricerca del gatto” aveva ceduto una trave, Adriano c’era finito sotto e si era rotto entrambe le gambe. Venne salvato e graziato dal titolare del cantiere, che da qualche tempo lamentava furti e intrusioni. Adriano ha avuto il suo bel daffare per guarire: mesi di gesso nell’angusto appartamento delle case popolari dove vive con l’anziana madre, poi la lenta riabilitazione. Ma appena le gambe sono tornate operative Adriano non è rimasto con le mani in mano. L’altro pomeriggio si è materializzato negli uffici della azienda agricola Mazzoni, in via Diversivo, territorio di Mirandola. Il titolare lo ha sorpreso alle prese con la cassettina dei resti del negozio. «Dentro ci teniamo pochi spiccioli, giusto qualche euro per quanti vengono qui a comprare i nostri prodotti tipici», spiega Dennis Mazzoni. Il quale è dotato di braccia forti a sufficienza per ottenere il consenso di Rapina ad attendere l’arrivo dei carabinieri.

Adriano ha negato: «Non stavo rubando», ma è scattato ugualmente l’arresto. Una procedura che Zanardi conosce a menadito, in virtù delle sue innumerevoli avventure, tanto che a Concordia è nato un fantomatico “fan club”, fornito di pagine su internet per decantarne le imprese. Capitò una volta nel mantovano che i carabinieri fecero trebbiare un campo di granoturco per stanarlo, per il vano tentativo di sfuggire all’arresto dopo un furto. E stavolta? Adriano se l’è cavata con 10 mesi, patteggiati, per cui è tornato a casa, ai domiciliari, dalla mamma. Dopo lo spavento del crollo si può comunque considerare superata sul campo anche la convalescenza post traumatica.



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