Gazzetta di Modena

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Caos vaccini, ora la palla passa ai dirigenti scolastici

di Luca Gardinale
Caos vaccini, ora la palla passa ai dirigenti scolastici

Davide Chiappelli: «Questione delicata con conflitti tra istituti e famiglie La legge è chiara, ma per vietare o fare multe serve un periodo di buon senso»

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MODENA. Da una parte l’obiettivo - “procedure più semplici” - dall’altra la realtà, che tanto semplice non è, al di là degli sforzi della Regione e del ministero.

Perché ci sono tante famiglie - difficile quantificarle, ma probabilmente sarà una percentuale significativa - che ancora non sanno nulla, o non sanno abbastanza. E probabilmente non lo sapranno nemmeno nei prossimi giorni, al di là delle lettere e dei tentativi di informazione da parte delle scuole. Fatto sta che, mentre sta per partire il primo anno scolastico che prevede l’obbligo di vaccinare i bambini da 0 a 16 anni, molte famiglie adempiranno agli obblighi all’ultimo momento, o addirittura manderanno i propri figli in classe senza sapere nulla, e dunque senza rispettare quanto previsto dalla legge.

Un problema con il quale si troveranno a fare i conti diversi insegnanti e dirigenti scolastici delle scuole d’infanzia modenesi, che in questo momento hanno la priorità sulla scuola dell'obbligo. E se nei giorni scorsi l’amministrazione di viale Aldo Moro e l’Ufficio scolastico regionale hanno scritto ai dirigenti delle scuole d’infanzia statali e paritarie proprio per chiarire i passaggi burocratici e tentare di semplificare la questione, un passaggio chiave per capire come comportarsi e cosa fare in caso di inadempienza sarà quello delle Conferenza di servizio prevista per giovedì prossimo a Bologna.

«Entro il 10 settembre - spiega Davide Chiappelli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Leopardi di Castelnuovo, che conta 500 bambini che frequentano la scuola d’infanzia - raccoglieremo i documenti sullo stato vaccinale dei bimbi, che possono essere di tre tipi: il certificato vaccinale inviato a casa dall’Asl, oppure le date per gli appuntamenti invitate dall’azienda stessa alle famiglie, o ancora l’autocertificazione temporanea. A quel punto, dovremo verificare il materiale e segnalare all’Asl i casi in cui gli obblighi non sono stati rispettati». Ma cosa succederà, appunto, in caso di mancato rispetto della legge, magari da parte di una famiglia straniera, che non ha capito a fondo le novità introdotte dalla norma? «E’ evidente che chi non ha adempiuto agli obblighi previsti non può frequentare la scuola d’infanzia - incalza Chiappelli - non solo per la fascia 0-3 anni, ma anche per quella 3-6. Ma è anche vero che si tratta di una questione delicata, con un potenziale conflitto tra i dirigenti scolastici e le famiglie».

Conflitto che i dirigenti cercheranno di evitare, come gli stessi dirigenti spiegheranno nella Conferenza di servizio di giovedì prossimo: «Senza dubbio un passaggio importante è quello dell’informazione alle famiglie - spiega ancora il dirigente dell’istituto comprensivo di Castelnuovo - ma non tutte controllano la mail o leggono i giornali e i siti web: insomma, io mi aspetto di arrivare all’inizio di settembre con tante famiglie che non sanno ancora nulla, ed è probabile che qualcuno arrivi all’appuntamento del 10, o ai primi giorni di scuola - l’avvio è fissato per il 15 - ancora senza informazioni a riguardo». Un fatto che preoccupa non poco dirigenti modenesi: «Il punto è che dobbiamo applicare la legge, ma allo stesso tempo cercare di evitare i conflitti con le famiglie - conclude Chiappelli - quindi penso che sarà necessario un periodo di tempo per far funzionare le cose al meglio».
 

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