finale. LA PROPOSTA DI TERZI E SALINO
«Indagine con i licheni per valutare l’aria»
FINALE. Una mozione che sarà discussa dal Consiglio comunale per introdurre un’indagine sull’aria attraverso i licheni che duri cinque anni. È la proposta di Pierpaolo Salino ed Elena Terzi sull’allar...
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FINALE. Una mozione che sarà discussa dal Consiglio comunale per introdurre un’indagine sull’aria attraverso i licheni che duri cinque anni. È la proposta di Pierpaolo Salino ed Elena Terzi sull’allarmante situazione ambientale che riguarda il paese.
«Voglio affrontare la “questione ambientale” di Finale senza più slogan e strumentalizzazioni - scrive Salino - Il Consiglio comunale aperto ha evidenziato una cosa in maniera chiara: i finalesi non si sentono sicuri della qualità dell’ambiente in cui vivono. Hanno paura. Ecco, voglio che si arrivi a dare una risposta certa e finalmente abbiamo una ricerca che può darci queste risposte: ci è stata presentata da un dottore che fa parte dell’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente e anche Arpae ci ha riferito che in alcuni siti “sensibili” fa uso di questa tecnica che si basa su organismi definiti bioaccumulatori che rilevano la quantità di metalli presenti nell’aria e proprio perché trattengono le particelle riescono a dirci a distanza anche di anni quante ne hanno accumulate. Dire che esiste una questione ambientale è partire da un dato di fatto, ma mai mi sognerei di chiamare il paese in cui vivo il “Polo pattumiera” nonostante i problemi. Quello lo lascio fare ad altri, gli stessi che oggi sono chiamati a governare e non stanno muovendo un dito per capire davvero in quale ambiente viviamo. Se esistono delle criticità bisogna risolvere, o almeno avere la volontà di affrontarle. Questo studio va in questa direzione. Sappiamo che a Finale ci sono industrie impattanti, sappiamo che c’è un problema discarica - e non mi riferisco solo all’ampliamento ma al fatto che una parte è stata costruita sulla terra senza che fosse previsto un fondo che isolasse i rifiuti, con le conseguenze che bene si possono immaginare - ora abbiamo l’occasione di vederci chiaro».
«Voglio affrontare la “questione ambientale” di Finale senza più slogan e strumentalizzazioni - scrive Salino - Il Consiglio comunale aperto ha evidenziato una cosa in maniera chiara: i finalesi non si sentono sicuri della qualità dell’ambiente in cui vivono. Hanno paura. Ecco, voglio che si arrivi a dare una risposta certa e finalmente abbiamo una ricerca che può darci queste risposte: ci è stata presentata da un dottore che fa parte dell’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente e anche Arpae ci ha riferito che in alcuni siti “sensibili” fa uso di questa tecnica che si basa su organismi definiti bioaccumulatori che rilevano la quantità di metalli presenti nell’aria e proprio perché trattengono le particelle riescono a dirci a distanza anche di anni quante ne hanno accumulate. Dire che esiste una questione ambientale è partire da un dato di fatto, ma mai mi sognerei di chiamare il paese in cui vivo il “Polo pattumiera” nonostante i problemi. Quello lo lascio fare ad altri, gli stessi che oggi sono chiamati a governare e non stanno muovendo un dito per capire davvero in quale ambiente viviamo. Se esistono delle criticità bisogna risolvere, o almeno avere la volontà di affrontarle. Questo studio va in questa direzione. Sappiamo che a Finale ci sono industrie impattanti, sappiamo che c’è un problema discarica - e non mi riferisco solo all’ampliamento ma al fatto che una parte è stata costruita sulla terra senza che fosse previsto un fondo che isolasse i rifiuti, con le conseguenze che bene si possono immaginare - ora abbiamo l’occasione di vederci chiaro».
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