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Multe e attività sospese: l’addio del Centro Anziani Autogestito

Multe e attività sospese: l’addio del Centro Anziani Autogestito

Mirandola. Ieri l’assemblea con il direttivo: «Vendiamo quel poco che resta e riconsegniamo le chiavi» «Trasloco impossibile dove ci vogliono mandare: le autorità ci voltano le spalle e mancano i volontari»

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MIRANDOLA. Il “Centro Anziani Autogestito” di Mirandola è ai titoli di coda. Per responsabilità trasversali, complesse, in un triste tutto contro tutti sta per chiudersi un’esperienza importante, e controversa nel suo epilogo.

Quello registrato ieri nella sede di Via Mazzone, nel corso dell’assemblea convocata dal presidente Sgarbi e dal direttivo, è stato un mesto de profundis. A dare la mazzata finale le ultime sanzioni notificate dalla polizia municipale, una perché la sala da ballo non era stata “collaudata” e un’altra perché le due donne che servivano gli avventori al bar non avevano sostenuto il corso e ottenuto il tesserino per esercitare questa attività. In più, ieri è emerso che c’è stata anche una informativa penale. Una denuncia.

Un disastro, in sintesi, che assomma ai guai in arrivo circa 5.000 euro di sanzioni da pagare: «Purtroppo si è creata una situazione per cui nessuno più è invogliato a fare volontariato - spiega Sgarbi - all’esito dell’assemblea restiamo noi a portare in fondo questa esperienza. Con due alternative: chiedere un incontro con il sindaco Benatti e, pur prendendo atto delle sue dichiarate ed evidenti intenzioni di farci concludere questa esperienza qui, chiedergli umilmente uno “sconto di pena”. Se le multe saranno ridotte, consegneremo immediatamente le chiavi della nostra struttura al Comune, che così potrà dare corso al suo programma, ovvero liberare l’area dove ci troviamo oggi, destinandola ad altri scopi. In caso contrario, poiché noi quei soldi non li abbiamo, chiederemo di avere il tempo di vendere le nostre attrezzature: un boiler da poco acquistato, un pezzo di cucina, le panchine... Raccolti i fondi, pagheremo le multe e riconsegneremo egualmente le chiavi».

Gli anziani stanno anche pensando ad una iniziativa pubblica, per spiegare dal loro punto di vista quello che è successo, e la pesantezza di certe insinuazioni che erano circolate nelle scorse settimane, dopo il primo blitz della polizia municipale.

«Ci sentiamo presi in giro, ed abbandonati. L’Arci ci ha espulso dall’affiliazione, mentre proprio sull’Arci, che abbiamo ospitato qui per anni senza chiedere nulla e che con noi ha tesserato oltre cento persone che venivano a ballare, contavamo per fare i corsi alle due bariste. Il Comune ci vuole sfrattare, il volontariato non esiste più... Noi ci siamo impegnati, abbiamo fatto quello che riuscivamo a fare, e veniamo buttati via», dice Sgarbi. Annunciando che il Centro Anziani Autogestito non si potrà spostare al bocciodromo, secondo le intenzioni del Comune: «Ci chiedono di aprire il bar al mattino, ma non abbiamo numeri e volontari per farlo. La logistica degli spazi è inadeguata, hanno intenzione di istituire una diversa forma sociale. Insomma, per noi finisce qui. Il bar ci è stato chiuso d’ufficio, il gas è già staccato, la luce presto. Giusto le ultime partite a carte finchè c’è sole, poi addio». (ase)

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