Gazzetta di Modena

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A Lesignana Zarrella, i fratelli fornai «Siamo nati... nella farina»

di Valentina Corsini
A Lesignana Zarrella, i fratelli fornai «Siamo nati... nella farina»

Sono arrivati dal Vengono e hanno proseguito l’attività avviata dal padre Ogni giono un pane speciale. E nei sacchetti con le “orecchie” resta fragrante

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C’e’ Roberto, 43 anni, che ti accoglie con quel tipico accento sudamericano che non ha mai perso nonostante sia in Italia da quando di anni ne aveva 18, soprannominato addirittura Julio Iglesias. Poi Nicola, 39 anni, italiano d’adozione fin dalla prima media, infine Giancarlo, 31enne, l’unico ad aver trascorso l’infanzia lontano da quel Venezuela che li accomuna tutti in quanto i genitori ci hanno abitato per diversi anni. Loro sono i fratelli Zarrella, titolari del forno Italpan di strada Nazionale per Carpi a Lesignana. L’amore per il mestiere è un fatto ereditario da queste parti, che batte ad un ritmo muy caliente. “Io e gli altri fratelli siamo nati nella farina del forno di nostro padre a Maracaibo, in Venezuela- racconta Roberto - siamo figli di genitori italiani che si sono sposati qua e poi emigrati. Il forno il nostro babbo ce l’aveva vicino casa e così da bambini andavamo a giocare nel laboratorio insieme a lui. Infine siamo venuti tutti in Italia e la differenza con la mia terra natale e’ stata notevole, anche se oggi la situazione politica è problematica e non è né facile ne’ piacevole tornarci. L’ultima volta ci sono stato nel 2004”. All’alba del 1990 la decisione del pater familias di ritornare nel nostro Paese e portare con se’ i figli: prima Nicola, poi Giancarlo nel 1991, Roberto nel 1992 e ultima, ma non ultima, nel 1996 Filomena, detta “Mena”, la sorellina di casa Zarrella. Infine il forno a Lesignana nel 1999. “Da allora lavoriamo qui, suddividendoci i compiti - puntualizza Roberto - la notte io e Nicola ci alterniamo nel fare il pane e Giancarlo serve in negozio di giorno. Mentre invece nostra mamma serve nell’altro negozio che abbiamo a Soliera. Il salato e i tipici dolci da forno li facciamo sempre mentre particolari tipi di pane hanno un giorno fisso: il lunedì il pane ai cereali, il martedì quello di soia, il mercoledì all’avena ed orzo, giovedì al kamut e curcuma, il venerdì alla zucca e il sabato il pane di riso. Oltre a pizza, gnocco con cipolla e ciccioli, pasta per gnocco e tigelle su ordinazione che non mancano mai”. Qualcosa di tipicamente venezuelano è sopravvissuto, ma non tutto, come spiega Roberto: “Abbiamo provato a fare del pane tipico della nostra terra natale ma qui non ha attecchito. Però i sacchetti li chiudiamo facendo delle specie di “orecchie” che aiutano a mantenere la fragranza del pane, usanza venezuelana molto apprezzata dai clienti. Il mio corazon, come quello del babbo, però, continua a battere per il Venezuela, e sto cercando di trasmettere lo spagnolo a mio figlio grazie alla musica latino-americana che tengo sempre accesa in macchina”. Di Valentina Corsini

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