Modena, “Cannabis legale”, boom anche in città
Sono cinque i negozi già aperti: «Tutto regolare per la presenza quasi nulla del principio attivo thc, quello della marijuana»
MODENA. Per chi ama il vetro c’è il “glass bong”, ma anche il “cactus bong”, oppure il “black leaf bong”. Per chi è più tradizionalista, invece, ci sono dei narghilè da fare invidia ai locali che circondano le Moschea blu di Istanbul. Ma c’è spazio anche per chi vuol far conciliare l’uso quotidiano con il design moderno: ecco un bel “bong” che sembra un bicchiere da cocktail. Passando al reparto semi, invece, c’è un catalogo completo, con tanto di “tessera del coltivatore” per chi fa più acquisti. Perché anche a Modena negli ultimi anni hanno preso piede i “canapai”, i negozi che vendono prodotti derivati dalla canapa, oltre a una serie di oggetti di ogni tipo che servono a fumare (posto che sta ai clienti decidere che tipo di sostanza metterci, in quelle pipe, con le relative responsabilità…). E tra i più gettonati punti vendita modenesi - ormai cinque - c’è il “Green passion” di viale Medaglie d’Oro: «Nella cultura inglese - spiega Mauro Bindelli, cittadino svizzero da anni residente a Bologna - esistono i “growshop”, ovvero i “canapai”, e gli “headshop”, che sono i negozi di articoli per fumatori».
L’attività, aperta da due anni, ha un notevole successo, sia per la vendita di accendini con disegni ricercati, sia per chi cerca oggetti per fumare: «Questi negozi esistono da anni nel centro e nel nord dell’Europa, ma ultimamente si sono sviluppati molto in Spagna - spiega ancora l’esercente svizzero - mentre in Italia fino a qualche anno fa erano visti con sospetto, ma ormai sono sdoganati». Nel negozio, che nei prossimi mesi raddoppierà, fanno bella mostra i “clipper”, accendini dall’aspetto più arrotondato con stampe particolari: «Sono senza dubbio l’articolo che vendo di più - spiega ancora Bindelli - perché si tratta di articoli che arrivano da Amsterdam e che molti ragazzi collezionano».
Spostandosi sul fronte pipe, in vetrina ci sono quelle classiche, da pochi euro, ma anche i “bong” più complessi e di design, che posso arrivare anche a 200 euro. E poi ci sono i semi di cannabis: «La legge italiana dice che si possono vendere - riprende il commerciante - purché siano da collezione, e la cosa è ben spiegata sui nostri cataloghi e sulle confezioni». Ma per chi volesse qualcosa di più di pipe e semi, tipo… qualcosa da fumare? L’ultima frontiera è quella dell’“Easyjoint”: di fatto un barattolo che contiene delle infiorescenze di trinciato di canapa pronte da fumare. E la legge? «E’ tutto legale - chiarisce il commerciante svizzero - perché queste infiorescenze hanno una presenza quasi nulla di “thc”, il principio attivo della cannabis». Una sorta di “marijuana light”, e dunque legale, che dopo la messa in commercio sta facendo boom: «E’ senza dubbio il prodotto del momento - fa sapere Bindelli - poi vedremo nei prossimi mesi se sarà stata una moda o se il prodotto si consoliderà».
Ma un negozio del genere, per quanto ormai sdoganato in Italia, non ha portato a qualche conflitto con i vicini meno giovani? «Tutt’altro - conclude il titolare - perché da una parte rispetto scrupolosamente le norme, e dall’altra ho una clientela piuttosto variegata». Perché dal canapaio, ogni tanto, si fanno vedere anche le signore del quartiere. Svolta “verde” anche per loro? Non proprio: dal “canapaio” si trovano fertilizzanti per le orchidee che fanno miracoli.
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