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Muore 59enne alla festa degli alpini

Muore 59enne alla festa degli alpini

Polinago. Antonio Torri colpito da infarto mentre aiutava nella preparazione delle crescentine. Domani il funerale

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POLINAGO. Morire a una festa, sotto gli occhi degli amici. Tragedia sabato sera a Polinago, dove in cinque minuti se n’è andato Antonio Torri, a 59 anni, per un infarto fulminante.

Erano le 19.20 circa nell'area esterna del palazzetto dello sport dove stava partendo la prima serata della festa degli Alpini. Torri, com’era abituato a fare anche per altri eventi, era venuto nell’area picnic dove c'è la baracchina di legno per dare una mano a fare le crescentine, se ce n’era bisogno. Era lì da una decina di minuti e stava parlando di calcio, da grande appassionato che era. Poi all’improvviso ha detto agli amici: «Accidenti, mi deve aver punto una vespa sul labbro». Ha fatto per andare a bere qualcosa e poi si è accasciato, facendo scattare subito l'allarme: sul posto c'era già l'ambulanza dell'Avap di Polinago, per l'assistenza alla festa, ma anche un infermiere in borghese ha dato una mano a stenderlo e praticare le prime manovre di rianimazione. Poi è arrivata l'auto infermieristica da Palagano e anche l'elicottero per tentare un disperato trasporto in ospedale, che però non c'è stato, perché il medico a bordo dopo tutti gli sforzi ha dovuto constatare il decesso per infarto. Quel pizzicore che gli ha fatto pensare a una vespa era in realtà un problema circolatorio che ha fermato il suo cuore malandato, con già due infarti in passato. Vani i massaggi cardiaci durati un'ora. Sul posto anche i carabinieri per accertamenti, ma non ci sono stati dubbi sulle cause naturali della morte, tanto che la salma già ieri mattina è stata messa a disposizione dei famigliari (madre e sorella): stasera il rosario alle camere ardenti dell'ospedale di Pavullo, domani alle 15 il funerale nella chiesa di Polinago, seguito dalle Onoranze Verucchi. Sotto choc gli amici, che sabato sera hanno subito annullato la festa e ieri mattina, dopo il tradizionale corteo per le strade del paese, l'hanno ricordato con un minuto di silenzio alla messa e prima del pranzo.

«L'ho visto diventare viola in pochi minuti dalla gola agli occhi, ho capito subito che era qualcosa di gravissimo - sottolinea Antonio Bernardi, capogruppo degli Alpini con la voce ancora rotta dall'emozione - abbiamo fatto tutto il possibile ma non c’è stato modo di salvarlo». Operaio ceramico ormai in pensione, Torri era anche amico d'infanzia del sindaco Gian Domenico Tomei: «L'ho visto anche l'altro giorno in campagna sul trattore,gli piaceva rendersi utile per gli altri – ricorda – è un brutto colpo per tutta la comunità». (d.m.)

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