il vescovo cavina
«Accogliamo richiedenti asilo ma rispettino le nostre leggi»
di Valeria Cammarota
«Le persone che si trovano nella difficoltà, nel bisogno, e che sono costrette a fuggire dalle loro terre mossi da guerre o persecuzioni, vanno sicuramente accolte. D’altra parte, devono anche...
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«Le persone che si trovano nella difficoltà, nel bisogno, e che sono costrette a fuggire dalle loro terre mossi da guerre o persecuzioni, vanno sicuramente accolte. D’altra parte, devono anche rendersi disponibili a rispettare le leggi del paese che dà loro ospitalità».
Sono queste le parole con cui si è espresso il vescovo Francesco Cavina, ieri, in merito al prossimo arrivo a Carpi di alcuni profughi. Il vescovo appoggia, dunque, la scelta del Comune che, pochi giorni fa, ha sottoscritto la convenzione con cui i rifugiati saranno impiegati in lavori di pubblica utilità, stanti alcuni presupposti. «Se la disponibilità è reciproca - ha proseguito - penso sia possibile una convivenza pacifica viceversa, se si creano luoghi nei quali la legge non viene rispettata, questo crea preoccupazione e, a volte, è possibile capire la reazione di alcuni cittadini. Organizzare queste persone in piccoli gruppi, che rendano più facile seguirli e accompagnarli, mi sembra dia buoni risultati». L’occasione per parlare di un argomento tanto attuale è stata data dalla presentazione, ieri nel Palazzo Vescovile, della prossima Peregrinatio Mariae, l’arrivo della statua della Madonna di Fatima - benedetta da Papa Francesco nel 2013 - nella Diocesi di Carpi, a partire da giovedì 7 settembre fino al 17. L'arrivo dell’immagine sacra - per le 18 di giovedì 7 settembre, quando la statua giungerà in elicottero in Piazza dei Martiri per essere poi accolta in Cattedrale - è previsto in considerazione del centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli del villaggio di Fatima, in Portogallo. Le offerte raccolte nel corso dei dieci giorni durante cui il manufatto sarà accolto, di volta in volta, dalle parrocchie della diocesi - dopo Carpi, sarà la volta di Limidi, Concordia, San Martino Secchia, Rolo, Mirandola, San Martino Spino, Santa Croce, San Marino - saranno poi devolute alla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, a sostegno dei cristiani iracheni profughi a Erbil, in Kurdistan. Lo stesso vescovo Cavina, domenica 17 settembre, partirà alla volta del Libano e della Siria.
Sono queste le parole con cui si è espresso il vescovo Francesco Cavina, ieri, in merito al prossimo arrivo a Carpi di alcuni profughi. Il vescovo appoggia, dunque, la scelta del Comune che, pochi giorni fa, ha sottoscritto la convenzione con cui i rifugiati saranno impiegati in lavori di pubblica utilità, stanti alcuni presupposti. «Se la disponibilità è reciproca - ha proseguito - penso sia possibile una convivenza pacifica viceversa, se si creano luoghi nei quali la legge non viene rispettata, questo crea preoccupazione e, a volte, è possibile capire la reazione di alcuni cittadini. Organizzare queste persone in piccoli gruppi, che rendano più facile seguirli e accompagnarli, mi sembra dia buoni risultati». L’occasione per parlare di un argomento tanto attuale è stata data dalla presentazione, ieri nel Palazzo Vescovile, della prossima Peregrinatio Mariae, l’arrivo della statua della Madonna di Fatima - benedetta da Papa Francesco nel 2013 - nella Diocesi di Carpi, a partire da giovedì 7 settembre fino al 17. L'arrivo dell’immagine sacra - per le 18 di giovedì 7 settembre, quando la statua giungerà in elicottero in Piazza dei Martiri per essere poi accolta in Cattedrale - è previsto in considerazione del centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli del villaggio di Fatima, in Portogallo. Le offerte raccolte nel corso dei dieci giorni durante cui il manufatto sarà accolto, di volta in volta, dalle parrocchie della diocesi - dopo Carpi, sarà la volta di Limidi, Concordia, San Martino Secchia, Rolo, Mirandola, San Martino Spino, Santa Croce, San Marino - saranno poi devolute alla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, a sostegno dei cristiani iracheni profughi a Erbil, in Kurdistan. Lo stesso vescovo Cavina, domenica 17 settembre, partirà alla volta del Libano e della Siria.
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