E con il processo alla ’ndrangheta ecco 400 immobili
Il riutilizzo dei beni sequestrati alle mafie è sempre stato il punto debole nell’aggredire il bottino della criminalità organizzata. E infatti i rinforzi per l’Agenzia Nazionale per i Beni...
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Il riutilizzo dei beni sequestrati alle mafie è sempre stato il punto debole nell’aggredire il bottino della criminalità organizzata. E infatti i rinforzi per l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati (Ansbc) vengono puntualmente bloccati in Parlamento o per via ministeriale; i pochi dipendenti in organico devono far fronte a migliaia di pratiche in cui ogni dettaglio deve essere validato da altre amministrazioni. Per questo i fondi stanziati dalle regioni, nel Mezzogiorno come al Nord, puntano a rimettere in circolo rapidamente gli immobili sequestrati, i cui numeri sono in crescita esponenziale.
Per l’Emilia Romagna questo è doppiamente vero: il maxiprocesso Aemilia che si svolgendo in questi mesi contro i capi della ’ndrangheta assieme agli altri che si vanno concludendo porteranno altre decine e decine di immobili in possesso della mano pubblica che poi li destinerà agli enti locali. Quanti sono? Cifre ufficiali non ce ne sono ancora visto che i procedimenti sono in corso di definizione ma le cifre più prudenti parlano di 400 tra appartamenti, ville e palazzine. E poi ci sono anche terreni e capannoni. (s.c.)
Per l’Emilia Romagna questo è doppiamente vero: il maxiprocesso Aemilia che si svolgendo in questi mesi contro i capi della ’ndrangheta assieme agli altri che si vanno concludendo porteranno altre decine e decine di immobili in possesso della mano pubblica che poi li destinerà agli enti locali. Quanti sono? Cifre ufficiali non ce ne sono ancora visto che i procedimenti sono in corso di definizione ma le cifre più prudenti parlano di 400 tra appartamenti, ville e palazzine. E poi ci sono anche terreni e capannoni. (s.c.)
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