L’EMILIA ROMAGNA NEI DATI ICE-ISTAT
Export, regione prima in Italia Bonaccini: «Straordinario»
L’Emilia Romagna si colloca al primo posto in Italia per l'export pro-capite: 12.525 euro, superiore a quello del Veneto (11.762 Euro) e quasi il doppio di quello medio prodotto dai territori di Usa,...
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L’Emilia Romagna si colloca al primo posto in Italia per l'export pro-capite: 12.525 euro, superiore a quello del Veneto (11.762 Euro) e quasi il doppio di quello medio prodotto dai territori di Usa, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna, pari 7.553 euro. Lo sottolinea la Regione in una nota, commentando i dati pubblicati nell'ultimo annuario Ice-Istat sul commercio estero.
«È un dato straordinario - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - che dimostra quanto la scelta che abbiamo fatto di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese, insieme a ricerca, innovazione e qualità, stia risultando efficace, con risultati concreti su crescita e sviluppo dell'economia regionale».
Ed è la prova, secondo il governatore, «che davvero l'Emilia-Romagna, coesa e solidale, compete con le aree più avanzate a livello europeo e internazionale, grazie all'impegno comune portato avanti attraverso il patto per il lavoro sottoscritto con imprese, sindacati, territori, università e terzo settore, che ci ha permesso di ridurre la disoccupazione del 9 al 6,6% in soli due anni, un lavoro corale che oggi rende possibile l'obiettivo del 4/5% entro il 2020, il che riporterebbe l'Emilia-Romagna a livelli di piena occupazione».
«È un dato straordinario - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - che dimostra quanto la scelta che abbiamo fatto di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese, insieme a ricerca, innovazione e qualità, stia risultando efficace, con risultati concreti su crescita e sviluppo dell'economia regionale».
Ed è la prova, secondo il governatore, «che davvero l'Emilia-Romagna, coesa e solidale, compete con le aree più avanzate a livello europeo e internazionale, grazie all'impegno comune portato avanti attraverso il patto per il lavoro sottoscritto con imprese, sindacati, territori, università e terzo settore, che ci ha permesso di ridurre la disoccupazione del 9 al 6,6% in soli due anni, un lavoro corale che oggi rende possibile l'obiettivo del 4/5% entro il 2020, il che riporterebbe l'Emilia-Romagna a livelli di piena occupazione».
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