marco franchini, psicoterapeuta
Il consiglio per i genitori: «Ai figli servono regole»
Alla base del vandalismo e degli altri comportamenti di alcune bande giovanili cosa c’è?Secondo Marco Franchini, psicologo e psicoterapeuta che da tempo organizza incontri rivolti proprio ai genitori,...
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Alla base del vandalismo e degli altri comportamenti di alcune bande giovanili cosa c’è?
Secondo Marco Franchini, psicologo e psicoterapeuta che da tempo organizza incontri rivolti proprio ai genitori, le cause di questa “deriva” sono due: da una parte la mancanza di figure di riferimento forti e di regole, dall’altra il materialismo della nostra società.
«Mancano figure di riferimento forti – spiega l’esperto – di cui c’è bisogno specialmente nella fase giovanile. Le regole sono fondamentali perché permettono, anche con la trasgressione, di costruire la propria personalità. Ma se le regole non ci sono l’unica trasgressione è il vuoto, la noia e la distruzione dei tanti giovani che diventano vandali. Gli atti vandalici possono essere letti come un bisogno di regole che non sono state date a livello sociale, ma anche a livello genitoriale. Bisogna aiutare i papà a definire una nuova strategia, un nuovo modo di essere genitori, che dev’essere diverso da cinquanta anni fa».
Metodi educativi che devono cambiare, dunque, perché sono cambiati i tempi e la realtà in cui vivono gli adolescenti.
«Come c’è lo smartphone, che ti impone un linguaggio comunicativo diverso – continua Franchini - così anche nella genitorialità si deve cambiare metodo perché non si possono utilizzare vecchi strumenti per nuovi problemi, anche se rimane inalterato il bisogno, che è quello di definire delle regole, dentro cui c’è un giusto e uno sbagliato. Oggi, invece, siamo nell’Era in cui tutto va bene».
La mancanza di ideali, è, secondo l’esperto, l’altro problema: «Oggi conta più cosa abbiamo rispetto a cosa siamo, mentre nella vita serve anche l’aspetto valoriale. Non siamo animali, siamo uomini, creativi, e per esserlo serve avere un obiettivo».
Per cambiare le cose, allora, come ci si deve comportare?
«Mentre un tempo bastavano le figure di riferimento singole – chiarisce Franchini - ora l’evoluzione tecnologica e comunicativa mette tutto sul piano del “noi”, c’è un grande desiderio partecipativo, che però viene utilizzato più per criticare che per costruire. È da qui che si deve partire, dando l’esempio con coerenza, ritornando a dare regole. Non dobbiamo piacere ai ragazzi, dobbiamo educarli, anche con scelte che per loro possono sembrare sconvenienti. Un adolescente amico, che ti ammira oggi è un adulto perso domani». Andrea Gilioli
Secondo Marco Franchini, psicologo e psicoterapeuta che da tempo organizza incontri rivolti proprio ai genitori, le cause di questa “deriva” sono due: da una parte la mancanza di figure di riferimento forti e di regole, dall’altra il materialismo della nostra società.
«Mancano figure di riferimento forti – spiega l’esperto – di cui c’è bisogno specialmente nella fase giovanile. Le regole sono fondamentali perché permettono, anche con la trasgressione, di costruire la propria personalità. Ma se le regole non ci sono l’unica trasgressione è il vuoto, la noia e la distruzione dei tanti giovani che diventano vandali. Gli atti vandalici possono essere letti come un bisogno di regole che non sono state date a livello sociale, ma anche a livello genitoriale. Bisogna aiutare i papà a definire una nuova strategia, un nuovo modo di essere genitori, che dev’essere diverso da cinquanta anni fa».
Metodi educativi che devono cambiare, dunque, perché sono cambiati i tempi e la realtà in cui vivono gli adolescenti.
«Come c’è lo smartphone, che ti impone un linguaggio comunicativo diverso – continua Franchini - così anche nella genitorialità si deve cambiare metodo perché non si possono utilizzare vecchi strumenti per nuovi problemi, anche se rimane inalterato il bisogno, che è quello di definire delle regole, dentro cui c’è un giusto e uno sbagliato. Oggi, invece, siamo nell’Era in cui tutto va bene».
La mancanza di ideali, è, secondo l’esperto, l’altro problema: «Oggi conta più cosa abbiamo rispetto a cosa siamo, mentre nella vita serve anche l’aspetto valoriale. Non siamo animali, siamo uomini, creativi, e per esserlo serve avere un obiettivo».
Per cambiare le cose, allora, come ci si deve comportare?
«Mentre un tempo bastavano le figure di riferimento singole – chiarisce Franchini - ora l’evoluzione tecnologica e comunicativa mette tutto sul piano del “noi”, c’è un grande desiderio partecipativo, che però viene utilizzato più per criticare che per costruire. È da qui che si deve partire, dando l’esempio con coerenza, ritornando a dare regole. Non dobbiamo piacere ai ragazzi, dobbiamo educarli, anche con scelte che per loro possono sembrare sconvenienti. Un adolescente amico, che ti ammira oggi è un adulto perso domani». Andrea Gilioli
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