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Mega allevamento di polli e suini: petizione per dire no

Mega allevamento di polli e suini: petizione per dire no

FINALE. Petizione e nuove proteste contro il nuovo allevamento intensivo di suini e pollame sul confine tra Scortichino e Finale. Come si ricorderà, l’iter del progetto ha preso il via con la...

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FINALE. Petizione e nuove proteste contro il nuovo allevamento intensivo di suini e pollame sul confine tra Scortichino e Finale. Come si ricorderà, l’iter del progetto ha preso il via con la pubblicazione sul bollettino regionale ufficiale del 12 luglio. Per 60 giorni, da quella data, chiunque può prendere visione del progetto. Un impianto per l’allevamento intensivo di pollame (con 85mila polli da ingrasso e 60mila galline) e di suini, che farà posto a tremila maiali da produzione (da oltre 30 chilogrammi) e 900 scrofe.

Così, mentre la procedura di Valutazione di impatto ambientale prosegue il suo iter, è stata lanciata una petizione che ha già raccolto quasi 400 firme da recapitare al sindaco di Finale, Sandro Palazzi, ed a quello di Bondeno, Fabio Bergamini.

«Per i prossimi giorni – dicono i promotori – si stanno organizzando i contatti e gli incontri con i rappresentanti di altre associazioni animaliste e ambientaliste per un coordinamento finalizzato ad informare la cittadinanza e chiedere un eventuale tavolo tecnico».

Stefania Corradini (di Leal, la Lega Antivivisezionista) ricorda come «la regione è già fortemente impattata e degradata dalla presenza di allevamenti intensivi. Un nuovo impianto di questa portata sarebbe una scelta davvero impopolare e richiederebbe l’impiego di una quantità esorbitante di risorse idriche, facendo aumentare il già intenso traffico su ruote». La scelta di nuovi impianti intensivi è giudicata dal presidente di Leal, Gian Marco Prampolini «al di là di ogni logica di fronte alle problematiche ambientali». Prampolisi chiede di rivedere la fattibilità del progetto, tenendo conto di una cittadinanza già esposta a emissioni maleodoranti e «spargimento di liquami e nitrati».

Contro il progetto si è anche pubblicamente espresso l’osservatorio “Ora Tocca a Noi”, associazione politica finalese: «Riteniamo che occorra verificare tutta una serie di elementi che facciano luce sulla situazione di agibilità e funzionalità degli edifici prima del terremoto. Chi deve controllare controlli perché si tratta di un progetto che a livello ambientale avrà un grosso impatto. E dopo sarà tardi, quando la puzza si diffonderà su Finale», scrive tra l’altro Monica Cotti.

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