«Meno finanza e più investimenti»
«Gli scorpori da Fca servono a creare valore per gli azionisti ma è necessaria una crescita produttiva: le istituzioni vigilino»
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Da parecchie settimane si parla da più parti della politica degli scorpori che l’Ad Sergio Marchionne sta attuando nella gestione di Fiat Chrysler Autoimobiles. Dopo Cnh e Ferrari Marchionne potrebbe proseguire in una prima fase, sempre più imminente, con Magneti Marelli e Comau e in un secondo tempo con Alfa Romeo e Maserati. Un'indiscrezione diffusa da Bloomberg ha accreditato le voci che riguardano il settore delle vetture Gran Lusso, notizie che logicamente interessano direttamente anche la realtà modenese, dove esistono sia lo stabilimento storico in viale Menotti di Maserati, nel quale si producono Alfa 4C, sia il centro di progettazione delle stesse vetture Maserati.
Inevitabilmente le notizie che riguardano le manovre di Marchionne in ambito finanziario sono seguite con interesse anche dai sindacati modenesi del settore metalmeccanico. Sul tema ieri è intervenuta Fiom Cgil di Modena con una nota dels egretario Cesare Pizzolla. «Le notizie a mezzo stampa che parlano di possibili ulteriori spin-off dalla casa madre Fca - dice Pizzolla - tra cui anche quelli di Maserati Auto e Alfa Romeo, non sono state oggetto di informazione diretta della direzione. La Fiom/Cgil Modena ritiene indispensabile un incontro con la direzione Fca, con gli altri sindacati: i lavoratori hanno il diritto di sapere e di confrontarsi, perché ad oggi l'attenzione sui media si concentra esclusivamente sugli scenari finanziari, di assetti proprietari e non invece di innovazione di produzione. L'Ad Marchionne lavora a rafforzare sui mercati finanziari il marchio Maserati per garantire valore per la famiglia Agnelli e per gli altri azionisti, ma al contrario ad oggi non c’è ancora nessuna certezza di quale sarà la produzione automobilistica nello stabilimento modenese, al termine degli attuali due modelli Maserati che a breve andranno ad esaurimento produttivo. La Fiom/Cgil ritiene fondamentale la valorizzazione del marchio, attraverso la qualità del lavoro per auto sempre più innovative. A Modena - continua il segretario di Fiom Cgil Modena - è necessaria una crescita produttiva che investa sull’occupazione e sulla formazione a tutti i livelli. Per queste ragioni c’è bisogno di una normalizzazione e tempestività nel confronto che ad oggi sono mancate. Le istituzioni, sia locali che nazionali, devono mantenere alta l’attenzione, è opportuno che si adoperino per creare momenti di confronto e politiche attive con la direzione aziendale che scongiurino qualsiasi incertezza ed eventuali effetti negativi sugli stabilimenti produttivi ed invece favoriscano l'ulteriore rilancio dello stabilimento modenese del tridente».
Inevitabilmente le notizie che riguardano le manovre di Marchionne in ambito finanziario sono seguite con interesse anche dai sindacati modenesi del settore metalmeccanico. Sul tema ieri è intervenuta Fiom Cgil di Modena con una nota dels egretario Cesare Pizzolla. «Le notizie a mezzo stampa che parlano di possibili ulteriori spin-off dalla casa madre Fca - dice Pizzolla - tra cui anche quelli di Maserati Auto e Alfa Romeo, non sono state oggetto di informazione diretta della direzione. La Fiom/Cgil Modena ritiene indispensabile un incontro con la direzione Fca, con gli altri sindacati: i lavoratori hanno il diritto di sapere e di confrontarsi, perché ad oggi l'attenzione sui media si concentra esclusivamente sugli scenari finanziari, di assetti proprietari e non invece di innovazione di produzione. L'Ad Marchionne lavora a rafforzare sui mercati finanziari il marchio Maserati per garantire valore per la famiglia Agnelli e per gli altri azionisti, ma al contrario ad oggi non c’è ancora nessuna certezza di quale sarà la produzione automobilistica nello stabilimento modenese, al termine degli attuali due modelli Maserati che a breve andranno ad esaurimento produttivo. La Fiom/Cgil ritiene fondamentale la valorizzazione del marchio, attraverso la qualità del lavoro per auto sempre più innovative. A Modena - continua il segretario di Fiom Cgil Modena - è necessaria una crescita produttiva che investa sull’occupazione e sulla formazione a tutti i livelli. Per queste ragioni c’è bisogno di una normalizzazione e tempestività nel confronto che ad oggi sono mancate. Le istituzioni, sia locali che nazionali, devono mantenere alta l’attenzione, è opportuno che si adoperino per creare momenti di confronto e politiche attive con la direzione aziendale che scongiurino qualsiasi incertezza ed eventuali effetti negativi sugli stabilimenti produttivi ed invece favoriscano l'ulteriore rilancio dello stabilimento modenese del tridente».
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