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Scarcerato il pirata ubriaco Alen Guaitoli torna a casa

Scarcerato il pirata ubriaco Alen Guaitoli torna a casa

Il giudice lo manda ai domiciliari per evitare che possa rimettersi al volante L’ex barista non si era fermato dopo lo schianto: lo stesso episodio nel 2011

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Si trova agli arresti domiciliari, da ieri, Alen Guaitoli, l’ex barista quarantenne, già titolare di un esercizio pubblico molto frequentato del centro, che venerdì scorso ha provocato un incidente ed è fuggito subito dopo, senza fermarsi per prestare soccorso.

Ieri mattina si è svolta in Tribunale a Modena l’udienza di convalida dell’arresto. L’avvocato difensore di Guaitoli, Paolo Virgili, ha chiesto la misura alternativa al carcere, dove il quarantenne era rinchiuso da sabato scorso. Il Gip ha accolto la richiesta del legale, concedendo gli arresti domiciliari, in vista del dibattimento, che inizierà il 24 novembre.

Erano le 19.40 di venerdì scorso quando Alen Guaitoli stava percorrendo a bordo del suo Bmw, via Mulini. A un tratto, il quarantenne ha invaso la corsia opposta, scontrandosi con una Jeep Cherokee su cui stava viaggiando T.M., 42enne, residente a Carpi, con i figli di 5 e 9 anni. L’impatto è stato molto violento: le vetture sono state sbalzate a un centinaio di metri l’una dall’altra: i bambini sulla Jeep non hanno riportato alcuna conseguenza mentre il padre ha subìto qualche trauma. Guaitoli, all’arrivo degli agenti della Polizia municipale non era al posto di guidatore, né tantomeno nei pressi dell’incidente: era scappato, abbandonando così il conducente ferito e i passeggeri dell’altro mezzo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno immediatamente dato il via alle ricerche: in circa una mezz’ora i militari hanno catturato il quarantenne in via Talete, nella zona artigianale Morbidina. A quel punto, Guaitoli, trovato dai militari a torso nudo mentre si nascondeva tra l’arba, ha detto di essere innocente e ha fornito le generalità di un amico, indicando lui come conducente del Bmw al momento dello schianto. Ma non è così. I militari hanno proceduto con la prova dell’etilometro, constatando come Guaitoli avesse un tasso etilico di 1,9, ovvero pari a quattro volte il limite consentito dalla legge. Un tasso altissimo che, come dimostra questa circostanza, può provocare seri pericoli. L’ex barista è stato quindi arrestato per lesioni personali stradali, omissione di soccorso, guida in stato d’ebbrezza e calunnia, dal momento che ha cercato di incolpare un’altra persona quando è stato fermato dai carabinieri. Il quarantenne è stato quindi portato subito in carcere, dov’è rimasto fino a ieri mattina, quando il Gip ha accolto la richiesta presentata dall’avvocato difensore degli arresti domiciliari. Non c’è infatti pericolo di fuga né tantomeno di inquinamento delle prove. L’unico rischio poteva essere la reiterazione del reato, ma il 40enne non potrà uscire di casa e quindi è scongiurato il rischio che possa mettersi al volante. Non è nuovo a casi analoghi: nel 2011 era stato denunciato dopo un incidente per guida in stato d’ebbrezza e fuga. Nel 2013, l’uomo aveva patteggiato la condanna per essere poi denunciato nel 2016 per guida in stato d’ebbrezza sempre in seguito a un incidente stradale. (s.a.)

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