«Chi fa scelte illegali è premiato»
Lega replica a Mezzetti: «Le case confiscate alla mafia non vadano agli abusivi»
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Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione, interviene in risposta alle parole dell’assessore regionale Massimo Mezzetti, intervistato dalla Gazzetta sulla questione dei beni confiscati alle mafie.
«Mezzetti vuole dare casa prioritariamente a chi occupa abusivamente - sostiene Fabbri - È convinto l’assessore che sia corretto e lungimirante recuperare immobili con i soldi pubblici per assegnarli a chi compie una scelta di illegalità? L’ipotesi avanzata dal ministro Minniti di fatto prevede questo: case confiscate alla mafia in cui sistemare profughi e sgomberati che, fino a ieri, vivevano negli stabili occupati. Mentre l’emergenza casa per le famiglie italiane può aspettare, le liste d’attesa per l’assegnazione degli alloggi popolari possono rimangono infinite perché non fanno lo stesso rumore mediatico e quindi, per il Pd, smettono di essere un’emergenza».
«La Lega Nord è contraria a questo utilizzo dei beni confiscati, tanto più in Emilia Romagna, dove per il recupero di questi immobili verranno investiti ben 600mila euro, soldi dei contribuenti, come ha ricordato lo stesso Mezzetti» afferma Fabbri che aggiunge: «Avevamo già espresso la nostra contrarietà all’idea durante il voto del Testo unico sulla legalità, nel quale la Regione aveva inserito la possibilità di dare agli immobili confiscati questa destinazione d’uso. Tuttavia speravamo che la giunta regionale volesse comprendere tra le emergenze abitative, in primis, quelle che riguardano le famiglie in difficoltà. E non gli immigrati che occupano con la forza. Una scelta di questo genere finisce per premiare chi sceglie la via dell’abuso. Poi c’è la questione dei profughi. Mezzetti vuole farci credere che destinando questi alloggi ai richiedenti asilo la Regione risponda ad una esigenza dei Comuni alle prese con l’accoglienza, mentre in realtà a beneficiarne è solo il businness costruito sull’accoglienza. A guadagnarci, è evidente, sono soprattutto le cooperative, che grazie a questo meccanismo, si vedranno assegnare nuovi stabili da utilizzare per i loro guadagni. Sulla questione abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere quali ripercussioni ci potrebbero essere nella gestione dell’edilizia residenziale pubblica, nei territori in cui il progetto prenderà forma e in che modo, la posizione dell’assessore Mezzetti coincida con quanto più volte espresso dalla vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, che riguardo le occupazioni abusive aveva garantito che l’ente sarebbe rimasto “legato al principio di legalità”».
«Mezzetti vuole dare casa prioritariamente a chi occupa abusivamente - sostiene Fabbri - È convinto l’assessore che sia corretto e lungimirante recuperare immobili con i soldi pubblici per assegnarli a chi compie una scelta di illegalità? L’ipotesi avanzata dal ministro Minniti di fatto prevede questo: case confiscate alla mafia in cui sistemare profughi e sgomberati che, fino a ieri, vivevano negli stabili occupati. Mentre l’emergenza casa per le famiglie italiane può aspettare, le liste d’attesa per l’assegnazione degli alloggi popolari possono rimangono infinite perché non fanno lo stesso rumore mediatico e quindi, per il Pd, smettono di essere un’emergenza».
«La Lega Nord è contraria a questo utilizzo dei beni confiscati, tanto più in Emilia Romagna, dove per il recupero di questi immobili verranno investiti ben 600mila euro, soldi dei contribuenti, come ha ricordato lo stesso Mezzetti» afferma Fabbri che aggiunge: «Avevamo già espresso la nostra contrarietà all’idea durante il voto del Testo unico sulla legalità, nel quale la Regione aveva inserito la possibilità di dare agli immobili confiscati questa destinazione d’uso. Tuttavia speravamo che la giunta regionale volesse comprendere tra le emergenze abitative, in primis, quelle che riguardano le famiglie in difficoltà. E non gli immigrati che occupano con la forza. Una scelta di questo genere finisce per premiare chi sceglie la via dell’abuso. Poi c’è la questione dei profughi. Mezzetti vuole farci credere che destinando questi alloggi ai richiedenti asilo la Regione risponda ad una esigenza dei Comuni alle prese con l’accoglienza, mentre in realtà a beneficiarne è solo il businness costruito sull’accoglienza. A guadagnarci, è evidente, sono soprattutto le cooperative, che grazie a questo meccanismo, si vedranno assegnare nuovi stabili da utilizzare per i loro guadagni. Sulla questione abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere quali ripercussioni ci potrebbero essere nella gestione dell’edilizia residenziale pubblica, nei territori in cui il progetto prenderà forma e in che modo, la posizione dell’assessore Mezzetti coincida con quanto più volte espresso dalla vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, che riguardo le occupazioni abusive aveva garantito che l’ente sarebbe rimasto “legato al principio di legalità”».
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