«Contrari all’incorporazione in Hera»
Roberto Galantini è il portavoce del comitato Acqua Pubblica, dal quale è scaturita l’idea del referendum, sposata da più forze politiche. Secondo Galantini e i sostenitori della consultazione,...
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Roberto Galantini è il portavoce del comitato Acqua Pubblica, dal quale è scaturita l’idea del referendum, sposata da più forze politiche. Secondo Galantini e i sostenitori della consultazione, bisogna mettere al riparo Aimag dall’incorporazione in Hera.
Galantini, quali sono i pro e i contro di un referendum di tipo consultivo per decidere il futuro di Aimag?
«Il referendum consente di coinvolgere la cittadinanza in una decisione che avrà impatti importanti e irreversibili sulla nostra vita; decisione che il Comune vuole far passare con procedura ordinaria, quasi ad insaputa dei più. I contro sono che un problema complesso deve per forza essere condensato in un unico quesito».
Perché votare Sì?
«Per resistere all’idea che Aimag debba confluire in Hera (o in un’altra multiutility sostanzialmente privata), perché in tutte le città dov’è successo le bollette sono cresciute, la qualità è crollata, i sindaci hanno perso ogni potere di controllo e di governo. Votando Sì si impegna il sindaco di Carpi a mantenere la proprietà della maggioranza azionaria insieme agli altri comuni soci. Votare Sì significa anche pretendere che i risparmi fatti sulle bollette dei carpigiani rimangano ai carpigiani, anziché essere “scommessi” in un mercato pericolosissimo come la Borsa».
È più preoccupato per l'astensionismo o per una vittoria del fronte opposto (Sì per Bellelli, No per Galantini)?
«L’astensionismo sarà il frutto della scarsa informazione diffusa dal Comune e della scelta della data, praticamente un sabotaggio. Ma noi siamo fiduciosi perché tutti coloro ai quali riusciamo a spiegare i termini del problema verranno a votare Sì, come hanno già fatto in passato».
Quali dei servizi gestiti da Aimag devono rimanere pubblici?
«Le esperienze concrete, in Italia e in Europa, dimostrano senza dubbio che la gestione privata non funziona nei servizi in monopolio naturale e/o nei servizi essenziali per la comunità (uno di questi è il servizio idrico). In questi casi la forma migliore è quando la stessa comunità di utenti si dota degli strumenti di gestione dei propri servizi. Aimag è appunto uno strumento dei comuni».
Siete favorevoli o contrari a prescindere ad alleanze o accordi tra Aimag e altre multiutility?
«Siamo favorevoli ad alleanze e accordi di scopo tra Aimag e altre aziende, ma per queste collaborazioni si fanno associazioni temporanee, società di scopo o reti d’imprese. Per collaborare non è necessario vendere le azioni o confluire in una multiutility. La vendita o la fusione di Aimag significherebbe cedere il governo dei nostri servizi ad altri, chissà chi e chissà dove. Certamente non nell'interesse dei carpigiani».
Quali sarebbero i vantaggi o gli svantaggi di un’alleanza con Hera?
«Ripetiamo che non bisogna confondere alleanza con fusione. Hera mira a “mangiarsi” Aimag, non a “collaborare”: in ciò non vediamo nessun vantaggio. Bisogna dire anche che si raccontano continuamente delle vere e proprie “bufale” sui vantaggi delle grandi multiutilities quotate in Borsa, andando a verificare, invece, risulta che esse fanno sempre meno investimenti, sono indebitate ai massimi livelli e tengono tariffe più alte».
E quali i pro e i contro di un accordo con la mantovana Tea?
«Tea per dimensioni, strategie e pratiche operative ha diversi punti in comune con Aimag. In ogni caso il nostro principio rimane lo stesso: collaborazioni e alleanze di scopo con chiunque, fusioni con nessuno. Ogni aggregazione allontana il centro di governo dal territorio. L'esperienza reale insegna che nei servizi pubblici è proprio il rapporto stretto con il territorio servito il fattore vincente». (s.a.)
Galantini, quali sono i pro e i contro di un referendum di tipo consultivo per decidere il futuro di Aimag?
«Il referendum consente di coinvolgere la cittadinanza in una decisione che avrà impatti importanti e irreversibili sulla nostra vita; decisione che il Comune vuole far passare con procedura ordinaria, quasi ad insaputa dei più. I contro sono che un problema complesso deve per forza essere condensato in un unico quesito».
Perché votare Sì?
«Per resistere all’idea che Aimag debba confluire in Hera (o in un’altra multiutility sostanzialmente privata), perché in tutte le città dov’è successo le bollette sono cresciute, la qualità è crollata, i sindaci hanno perso ogni potere di controllo e di governo. Votando Sì si impegna il sindaco di Carpi a mantenere la proprietà della maggioranza azionaria insieme agli altri comuni soci. Votare Sì significa anche pretendere che i risparmi fatti sulle bollette dei carpigiani rimangano ai carpigiani, anziché essere “scommessi” in un mercato pericolosissimo come la Borsa».
È più preoccupato per l'astensionismo o per una vittoria del fronte opposto (Sì per Bellelli, No per Galantini)?
«L’astensionismo sarà il frutto della scarsa informazione diffusa dal Comune e della scelta della data, praticamente un sabotaggio. Ma noi siamo fiduciosi perché tutti coloro ai quali riusciamo a spiegare i termini del problema verranno a votare Sì, come hanno già fatto in passato».
Quali dei servizi gestiti da Aimag devono rimanere pubblici?
«Le esperienze concrete, in Italia e in Europa, dimostrano senza dubbio che la gestione privata non funziona nei servizi in monopolio naturale e/o nei servizi essenziali per la comunità (uno di questi è il servizio idrico). In questi casi la forma migliore è quando la stessa comunità di utenti si dota degli strumenti di gestione dei propri servizi. Aimag è appunto uno strumento dei comuni».
Siete favorevoli o contrari a prescindere ad alleanze o accordi tra Aimag e altre multiutility?
«Siamo favorevoli ad alleanze e accordi di scopo tra Aimag e altre aziende, ma per queste collaborazioni si fanno associazioni temporanee, società di scopo o reti d’imprese. Per collaborare non è necessario vendere le azioni o confluire in una multiutility. La vendita o la fusione di Aimag significherebbe cedere il governo dei nostri servizi ad altri, chissà chi e chissà dove. Certamente non nell'interesse dei carpigiani».
Quali sarebbero i vantaggi o gli svantaggi di un’alleanza con Hera?
«Ripetiamo che non bisogna confondere alleanza con fusione. Hera mira a “mangiarsi” Aimag, non a “collaborare”: in ciò non vediamo nessun vantaggio. Bisogna dire anche che si raccontano continuamente delle vere e proprie “bufale” sui vantaggi delle grandi multiutilities quotate in Borsa, andando a verificare, invece, risulta che esse fanno sempre meno investimenti, sono indebitate ai massimi livelli e tengono tariffe più alte».
E quali i pro e i contro di un accordo con la mantovana Tea?
«Tea per dimensioni, strategie e pratiche operative ha diversi punti in comune con Aimag. In ogni caso il nostro principio rimane lo stesso: collaborazioni e alleanze di scopo con chiunque, fusioni con nessuno. Ogni aggregazione allontana il centro di governo dal territorio. L'esperienza reale insegna che nei servizi pubblici è proprio il rapporto stretto con il territorio servito il fattore vincente». (s.a.)
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