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Modena. Rubò la tela del Guercino, il ladro adesso è libero

Modena. Rubò la tela del Guercino, il ladro adesso è libero

La Procura generale ha respinto la richiesta di estradizione delle autorità marocchine per Tahir

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MODENA. Niente estradizione per Mustapha Tahir, il 34enne marocchino accusato di essere l’autore del furto e di aver spedito in Marocco della tela del Guercino rubata in San Vincenzo. Non solo, per lui, come conseguenza della non concessione dell’estradizione, è caduta la misura cautelare in carcere: da lunedì sera il giovane operaio che ha confessato il furto ha potuto riabbracciare i famigliari.

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Soddisfatta la difesa che fra l’altro, come spiega l’avvocato Domenico Ippolito, fin dall’inizio aveva presentato una istanza per la sostituzione della misura cautelare per Tahir che un mese fa aveva confessato il furto del Guercino. «Addirittura la procura generale - riferisce Ippolito - ha superato la nostra istanza scrivendo una requisitoria in cui non ravvisa i presupposti e le condizioni per dar luogo all’estradizione.

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Questo per due motivi. La prima una circostanza fondamentale è che come anche dichiarato da Tahir la parte della condotta (che si voglia definire di ricettazione o di furto e fatta tra l’altro in concorso) è stata commessa in Italia. Per cui in virtù di una norma convenzionale fattizia del trattato regno del Marocco- governo italiano c’è un problema di sovranità, che non può essere superato. Manca quindi una condizione essenziale. Secondo motivo è che l’ipotizzato reato di associazione per delinquere non trova riscontro nella documentazione allegata dal personale diplomatico marocchino, nel momento in cui l’associazione si caratterizza per un programma indeterminato di reati. Nella fattispecie invece si parla di un solo reato commesso in concorso. Per cui anche l’aspetto dell’associazione sotto il profilo della gravità indiziaria viene meno.

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Pertanto non ci sono più ragioni per dare luogo alla estradizione. A cascata, diretta conseguenza, la Corte d’Appello ha scarcerato lunedì sera Tahir che ha potuto riabbracciare i suoi cari». In Marocco per reati di ricettazione e associazione a delinquere ci sono pene che vanno sino a 20 anni di reclusione. Per Tahir resta intanto aperto il procedimento modenese per furto pluriaggravato in concorso che ormai è in chiusura d’indagine. «Lui quest’estate si era tolto un peso, si è dichiarato colpevole nel procedimento modenese come concorso in furto pluriaggravato e giustamente vuole pagare per quello che ha fatto. La difesa esprime soddisfazione per il punto di vista della procura generale assolutamente condivisibile. Siam soddisfatti che si stia andando nella direzione giusta».
 

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