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Modena. Alzheimer e Sla, passo avanti grazie a ricercatrici modenesi

Modena. Alzheimer e Sla, passo avanti grazie a ricercatrici modenesi

Studiate le proprietà del complesso proteico HSPB2-HSPB3 le cui cellule riescono ad assemblarsi «Il lavoro andrà avanti con atenei stranieri grazie al lavoro dei giovani, prospettive interessanti»

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MODENA. A muoversi per finanziare lo studio delle ricercatrici modenese non sono stati solo gli esperti di Telethon Italia ma anche l’omonima fondazione per la ricerca di Telethon Francia.

La ragione? Nella nostra università il gruppo di studio della professoressa Serena Carra ha individuato nuove proprietà del complesso proteico HSPB2-HSPB3 che rappresentano un primo passo verso la comprensione delle loro funzioni a livello del muscolo scheletrico ed il loro coinvolgimento in patologie muscolari.

I risultati sono pubblicati dalla rivista internazionale Cell Reports.

Recenti studi hanno dimostrato che specifiche proteine in grado di autoassemblarsi sono alla base della formazione di questi organelli senza membrana, che appaiono al microscopio come goccioline liquide, capaci di fondersi le une con le altre. Inoltre, è stato dimostrato che la deregolazioni nella formazione e nel dinamismo di questi compartimenti senza membrana, spesso dovuta a mutazioni in proteine che compongono questi organelli, partecipa alla patogenesi di un numero crescente di patologie umane, quali ad esempio la malattia di Alzheimer, la sclerosi laterale amiotrofica ed alcune miopatie. La ricerca effettuata dal gruppo di studio della prof. Carra ha permesso di dimostrare che la proteina HSPB2, espressa nelle cellule muscolari, ha la capacità intrinseca di autoassemblarsi.

«Questi risultati - dice la prof. Carra - sono il frutto di più di tre anni di lavoro che ha visto coinvolti eccellenti collaboratori, quali il prof. Simon Alberti del Max Plank Institute di Dresda e la prof. Rossella Tupler dell’Università di Modena e vari giovani studenti e ricercatori che hanno lavorato sotto la mia stretta supervisione, in particolare Federica Morelli e Jessika Bertacchini – Questi risultati aprono nuove linee di ricerca che porteranno a studi sul coinvolgimento delle proteine HSPB2 ed HSPB3 in patologie muscolari e neuromuscolari, con future ricadute sulle strategie terapeutiche da sviluppare in queste patologie. Spero che anche il nostro governo affiancherà in modo sostanziale e tangibile l’impegno quotidiano di ricercatori e fondazioni non profit nel sostenere il lavoro meritevole di giovani ricercatori».
 

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