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castelvetro. una nuova metodologia 

Birra e aceto alle scrofe per farle allattare

Birra e aceto alle scrofe per farle allattare

CASTELVETRO. E se le scrofe, per fare loro produrre più latte e permettere di allattare tutti i maialini, fossero nutrite anche con piccole quantità di birra e aceto? O, se per guarire i suinetti...

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CASTELVETRO. E se le scrofe, per fare loro produrre più latte e permettere di allattare tutti i maialini, fossero nutrite anche con piccole quantità di birra e aceto?

O, se per guarire i suinetti dalla enterite, gli fosse data da bere della Coca Cola? Queste tecniche di allevamento, provenienti dal Nord Europa, arrivano ora anche a Castelvetro, negli allevamenti di Cura Natura.

A darne notizia è il titolare, Maurizio Ferri, che spiega: «Può succedere, in allevamento come in natura, che la scrofa che ha appena partorito non abbia latte sufficiente a sfamare i piccoli. Un inconveniente che porterebbe alla perdita della nidiata, se non intervenisse la scrofa/balia. Si tratta, come dice il nome, di una fattrice particolarmente dotata di latte che si prende cura dei suinetti che hanno difficoltà ad essere nutriti dalla madre naturale. Questo può avvenire per svariati motivi, basta anche una banale influenza della “puerpera” per compromettere la lattazione di un’intera nidiata, cioè in media una dozzina di maialini. Se in natura questo significherebbe morte certa per i cuccioli, in un sistema di allevamento organizzato come Cura Natura i suinetti hanno la possibilità di sopravvivere. Il risultato si deve ad una serie di accorgimenti. Da una metodologia appresa in Danimarca - continua Ferri - si utilizza per esempio di una miscela contenente piccole quantità di birra, dagli effetti galattogeni e tranquillizzanti, da somministrare alla scrofa nella fase del parto. Un altro elemento naturale, l’aceto, viene usato in percentuale in una soluzione da strofinare sul muso di scrofe e suinetti, per neutralizzare gli odori e quindi favorire l’avvicinamento della scrofa ad un cucciolo non suo. Durante i 28 giorni della lattazione si creano insomma famiglie allargate».

C’è poi anche la questione della Coca Cola: «Questa bibita – spiega ancora Ferri – la diamo ai suinetti quando hanno la enterite. La Coca Cola, essendo dolce, viene bevuta volentieri dai suinetti, e la sua acidità importante, dall’altra parte, contribuisce a mettere a posto il loro intestino».

Marco Pederzoli

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