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«Ecco il conflitto d’interessi del sindaco»

«Ecco il conflitto d’interessi del sindaco»

Castelvetro. Il M5s attacca Franceschini su Sant’Eusebio: «Non è una variante, ma una sanatoria»

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CASTELVETRO. La variante al Piano particolareggiato di Sant’Eusebio finisce sulla scrivania del Prefetto. Ad inviarla a Patrizia Paba il capogruppo dei Cinquestelle Filippo Gianaroli che, in sintesi, accusa il sindaco di «un palese conflitto d’interessi e di chiedere al Consiglio comunale non di votare una variante al piano, bensì una sanatoria».

Il pentastellato, nella lunga lettera inviata al Prefetto, illustra la situazione di partenza, ovvero di come «il sindaco Fabio Franceschini faccia parte del Cda della Fondazione Simonini, la quale a sua volta è membro della Società Consortile Sant’Eusebio srl». Ed è proprio il presidente di quest’ultima società, Graziano Bartolini, a presentare la variante denominata Pip Sant’Eusebio. Ma Gianaroli prosegue: «Oltre all’evidente conflitto d’interessi - spiega - vi è anche il problema riguardante la variante vera e propria. Il geometra Giovanni Battista Alberti (anch’egli membro della Fondazione Simoni, ndr) nella relazione tecnica precisa l’intenzione di modificare la destinazione d’uso dei lotti 10, 15 e 16, da attività terziaria a manifatturiera. Ma attualmente il lotto 10 - spiega Gianaroli - è già stato realizzato e la sua destinazione non è attività terziaria, come previsto da Piano Particolareggiato vigente». Gianaroli allega a prova di quanto sostenuto alcune fotografie tramite le quali vuole evidenziare come nell’edificio che attualmente sorge sul lotto 10 «non ci sono spazi espositivi e/o locali destinati ad uso ufficio, attività commerciali, mostre, attività amministrative o terziarie. Non esistono ingressi carrai né pedonali per le attività sopracitate. Dalle attrezzature e dai servizi e disposizioni dei parcheggi è evidente che attualmente il lotto 10 è un’attività produttiva (manifatturiera normale) con tanto di camino per depurazioni fumi di lavorazione». Nelle foto si nota anche «un carroponte situato all’interno dell’edificio».

C’è poi un secondo punto importante nella “controrelazione” preparata da Gianaroli: «I lotti 9 e 10 sono stati accorpati in un unico lotto produttivo, ma alla valutazione e delibera del Consiglio comunale viene presentato non l’attuale stato di fatto con un unico edificio realizzato su due lotti adiacenti, bensì due separati. Ecco perché chiediamo al comandante della polizia municipale di verificare e informare sull’attuale stato di utilizzo dell’edificio gravante sul lotto 10 e verificare l’eventuale accorpamento del 9 e del 10. Al fine di impedire che un atto di sanatoria venga in maniera silenziosa proposto e protocollato come variante». (gib)

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