Federica, Londra a passo di danza
La giovane ballerina modenese approda a The Place per diventare professionista
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Il regista pluripremiato Robert Altman, nel presentare al Festival di Toronto il suo film “The Company” nel 2003, tracciò un particolare quanto accurato profilo dei ballerini: “Possono realizzare l'impossibile e tutti vorremmo essere come loro. Pagati poco, sono belli, vulnerabili, espressivi: sembrano farfalle. E hanno piedi nodosi, che spesso dicono più di tanti discorsi, portandoci dalla realtà in un’altra dimensione”.
Parlare senza proferire parola, questa è la dote più grande che un ballerino possa avere ed è quanto accade anche a Federica Sorrentino, diciannovenne ballerina modenese, neodiplomata al Selmi linguistico e in procinto di realizzare il suo sogno più grande: entrare in una vera e propria compagnia di danza a Londra. Federica, dopo aver iniziato a praticare danze caraibiche all'età di sei anni al centro “La Fenice”, è passata alla danza contemporanea, al balletto classico e all'hip hop, sempre in tenera età.
«Da quando ho memoria sogno di diventare una ballerina professionista - racconta la ragazza - ma non per la mera fama in sè stessa. Piuttosto perchè sul palcoscenico sono diversa, riesco ad esprimere quello che, un po' per timidezza, un po' per sfiducia e per alcune paure che mi porto dietro dalla mia infanzia, non riesco a fare a parole. Il mio corpo, le mie braccia, i miei piedi parlano per me, mi piaccio di più e riesco a trasmettere agli altri i miei sentimenti».
Piedi che però hanno causato non pochi problemi a Federica: «Durante una visita, fu rilevato che avevo i piedi piatti. Per un ballerino questo paramorfismo può voler dire smettere di ballare perchè va ad interessare direttamente l'arco plantare. Mi sottoposi ad un intervento che purtroppo fu malriuscito, dato che mi impiantarono viti che avrebbero dovuto riassorbirsi, ma non lo fecero. Dopo una dura riabilitazione e con una forza di volontà che sapevo di avere, ma non credevo che bastasse, sono riuscita lo stesso a tornare sul palcoscenico».
Danza e sacrificio sono un binomio inscindibile, ma spesso portano ad ottenere le più grandi ricompense. «La mia è stata quella di essere accettata dopo solo poche audizioni, in un centro di formazione professionale importantissimo di Londa, il “The Place” che mi permetterà di conseguire il titolo di ballerina professionista in tre anni».
Federica questo traguardo l'ha raggiunto senza risparmiarsi un attimo, dividendosi tra la scuola, a giugno ha conseguito la maturità linguistica, e la sala prove arrivando a fare quasi 20 ore di danza a settimana: «Devo tanto ai miei genitori Monica e Salvatore, che nonostante vedessero quanto fosse faticoso per me e mi chiedessero se ne valesse davvero la pena, non mi hanno mai imposto di lasciare la danza e di rinunciare ai miei sogni - continua la ragazza - anzi sono stati molto affettuosi nei momenti di stanchezza. Lo stesso dicasi della mia seconda mamma, la mia insegnante, Eva Capasso che mi ha cresciuata e se sono quello che sono come ballerina, lo devo a lei e ora anche a Mirko Paparusso che mi ha perfezionato».
Grazie ad un sistema di supporto economico per i giovani studenti presente nel sistema inglese ed una piccola raccolta fondi organizzata dal Centro danza e arti marziali “La Fenice”, Federica è pronta per partire a settembre e lavorare per realizzare il suo sogno.
«Il traguardo sarebbe quello di entrare nella “Hofesh Shechter Company”, adoro le loro coreografie, passo intere sere a guardare i loro video».
The Place è uno dei centri che “rifornisce” di ballerini la Hofesh, quindi il sogno di Federica potrebbe essere davvero ad un passo dalla sua grande realizzazione. (m.v.m.)
Parlare senza proferire parola, questa è la dote più grande che un ballerino possa avere ed è quanto accade anche a Federica Sorrentino, diciannovenne ballerina modenese, neodiplomata al Selmi linguistico e in procinto di realizzare il suo sogno più grande: entrare in una vera e propria compagnia di danza a Londra. Federica, dopo aver iniziato a praticare danze caraibiche all'età di sei anni al centro “La Fenice”, è passata alla danza contemporanea, al balletto classico e all'hip hop, sempre in tenera età.
«Da quando ho memoria sogno di diventare una ballerina professionista - racconta la ragazza - ma non per la mera fama in sè stessa. Piuttosto perchè sul palcoscenico sono diversa, riesco ad esprimere quello che, un po' per timidezza, un po' per sfiducia e per alcune paure che mi porto dietro dalla mia infanzia, non riesco a fare a parole. Il mio corpo, le mie braccia, i miei piedi parlano per me, mi piaccio di più e riesco a trasmettere agli altri i miei sentimenti».
Piedi che però hanno causato non pochi problemi a Federica: «Durante una visita, fu rilevato che avevo i piedi piatti. Per un ballerino questo paramorfismo può voler dire smettere di ballare perchè va ad interessare direttamente l'arco plantare. Mi sottoposi ad un intervento che purtroppo fu malriuscito, dato che mi impiantarono viti che avrebbero dovuto riassorbirsi, ma non lo fecero. Dopo una dura riabilitazione e con una forza di volontà che sapevo di avere, ma non credevo che bastasse, sono riuscita lo stesso a tornare sul palcoscenico».
Danza e sacrificio sono un binomio inscindibile, ma spesso portano ad ottenere le più grandi ricompense. «La mia è stata quella di essere accettata dopo solo poche audizioni, in un centro di formazione professionale importantissimo di Londa, il “The Place” che mi permetterà di conseguire il titolo di ballerina professionista in tre anni».
Federica questo traguardo l'ha raggiunto senza risparmiarsi un attimo, dividendosi tra la scuola, a giugno ha conseguito la maturità linguistica, e la sala prove arrivando a fare quasi 20 ore di danza a settimana: «Devo tanto ai miei genitori Monica e Salvatore, che nonostante vedessero quanto fosse faticoso per me e mi chiedessero se ne valesse davvero la pena, non mi hanno mai imposto di lasciare la danza e di rinunciare ai miei sogni - continua la ragazza - anzi sono stati molto affettuosi nei momenti di stanchezza. Lo stesso dicasi della mia seconda mamma, la mia insegnante, Eva Capasso che mi ha cresciuata e se sono quello che sono come ballerina, lo devo a lei e ora anche a Mirko Paparusso che mi ha perfezionato».
Grazie ad un sistema di supporto economico per i giovani studenti presente nel sistema inglese ed una piccola raccolta fondi organizzata dal Centro danza e arti marziali “La Fenice”, Federica è pronta per partire a settembre e lavorare per realizzare il suo sogno.
«Il traguardo sarebbe quello di entrare nella “Hofesh Shechter Company”, adoro le loro coreografie, passo intere sere a guardare i loro video».
The Place è uno dei centri che “rifornisce” di ballerini la Hofesh, quindi il sogno di Federica potrebbe essere davvero ad un passo dalla sua grande realizzazione. (m.v.m.)
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