Il futuro della Maserati e il tesoro di Marchionne
di Stefano Turcato
Il sindacato chiede meno finanza e più investimenti ma le operazioni in Borsa di recente hanno garantito quasi mezzo miliardo all’Ad che è anche azionista
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Due giorni fa il sindacato Fiom Cgil Modena è tornato sull’argomento Fiat Chrysler-Maserati con l’ennesimo intervento critico nei confronti dell’Ad Sergio Marchionne, sulle scelte in ambito finanziario, sulle sue indubbie capacità di garantire enormi profitti alla famiglia Agnelli e a tutti gli azionisti del Gruppo mentre al tempo stesso non si conoscono con certezza i piani industriali e il futuro di uno stabilimento storico come quello modenese di Maserati e non si parla di investimenti che possano dare corpo a una crescita produttiva e a una presenza sempre più significativa sul difficile mercato delle automobili. Nemmeno a farlo apposta poteva arrivare con tempestività migliore la pubblicazione, proprio nelle ultime ore, di articoli di giornali specializzati che evidenziano i numeri delle operazioni finanziarie di Fca: e non va mai dimenticato che, valutando queste operazioni, non si può prescindere dal fatto che anche Sergio Marchionne detiene quantitativi importanti di azioni e di conseguenza continua a incassare somme stratosferiche. Tutto questo mentre nel Modenese, dove non ci sono soltanto Ferrari e Cnh ma ha anche sede una Maserati dal futuro nebuloso, si ripetono gli allarmi e si diffonde la preoccupazione di cui si fa appunto portavoce il sindacato Fiom Cgil chiedendo «meno finanza e più investimenti». Dice Cesare Pizzolla, segretario Fiom Cgil: «Oggi non c’è ancora certezza di quale sarà la produzione automobilistica nello stabilimento modenese, al termine degli attuali due modelli Maserati che a breve andranno ad esaurimento produttivo. È fondamentale la valorizzazione del marchio, attraverso la qualità del lavoro per auto sempre più innovative. A Modena è necessaria una crescita produttiva che investa sull’occupazione e sulla formazione a tutti i livelli».
E vediamole, allora, queste brillanti operazioni finanziarie con i ripetuti balzi del titolo Fca in Borsa che stanno arricchendo sempre più Marchionne. L’Ad è anche socio privato di Fca con 14,6 milioni di titoli, vale a dire l'1% del capitale. Con un balzo del 20 per cento che ha caratterizzato le recenti sedute in Borsa, Marchionne ha guadagnato somme record: si parla di 181 milioni di euro. L’amministratore delegato vanta pacchetti azionari significativi anche in importanti aziende controllate dal Gruppo quali Cnh Industrial e Ferrari. Nello scorporo di Ferrari da Fiat Chrysler Automobiles Marchionne ha ricevuto un titolo Ferrari per ogni 10 azioni di Fiat Chrysler detenute: dunque 1,46 milioni di pezzi che valgono in Borsa 139 milioni di euro. Le quotazioni hanno infatti triplicato il loro valore nell'ultimo anno.
L’Ad non si è fatto mancare una buona dotazione anche nel capitale di Cnh Industrial e detiene un pacchetto di 11,8 milioni di azioni, che oggi valgono 108 milioni di euro, grazie al +40 per cento dall'estate scorsa.
La somma dei valori di queste partecipazioni ora ha raggiunto una quota di 428 milioni di euro. Alla faccia di chi aveva tentato di sostenere che un imprenditore, o un manager, non dovrebbe guadagnare più di dieci volte rispetto a un proprio operaio.
E vediamole, allora, queste brillanti operazioni finanziarie con i ripetuti balzi del titolo Fca in Borsa che stanno arricchendo sempre più Marchionne. L’Ad è anche socio privato di Fca con 14,6 milioni di titoli, vale a dire l'1% del capitale. Con un balzo del 20 per cento che ha caratterizzato le recenti sedute in Borsa, Marchionne ha guadagnato somme record: si parla di 181 milioni di euro. L’amministratore delegato vanta pacchetti azionari significativi anche in importanti aziende controllate dal Gruppo quali Cnh Industrial e Ferrari. Nello scorporo di Ferrari da Fiat Chrysler Automobiles Marchionne ha ricevuto un titolo Ferrari per ogni 10 azioni di Fiat Chrysler detenute: dunque 1,46 milioni di pezzi che valgono in Borsa 139 milioni di euro. Le quotazioni hanno infatti triplicato il loro valore nell'ultimo anno.
L’Ad non si è fatto mancare una buona dotazione anche nel capitale di Cnh Industrial e detiene un pacchetto di 11,8 milioni di azioni, che oggi valgono 108 milioni di euro, grazie al +40 per cento dall'estate scorsa.
La somma dei valori di queste partecipazioni ora ha raggiunto una quota di 428 milioni di euro. Alla faccia di chi aveva tentato di sostenere che un imprenditore, o un manager, non dovrebbe guadagnare più di dieci volte rispetto a un proprio operaio.
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