Punto Nascite, la Bassa alza i muri
Le voci di chiusura fanno paura e così i politici votano un documento di sostegno
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MIRANDOLA. Tutto il Consiglio dell’Area Nord si schiera compatto a favore del Punto Nascite dell’ospedale, prevenendo ogni strategia di chiusura futura. L’assessore regionale Venturi ha infatti annunciato l’intenzione di effettuare, nel 2018, una valutazione sui presidi che non arrivano alle 500 nascite, ma intanto la Bassa si prepara. Non a caso è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Antonio Platis per la promozione e la difesa del Punto Nascite. «Nell’opinione pubblica e tra gli operatori sanitari - scrive l’esponente di Forza Italia - si è diffuso il sospetto che anche Ostetricia-Ginecologia di Mirandola sia stato “derogato” per poco tempo e sia quindi a rischio chiusura. Questo fatto rischia di alimentare sfiducia nelle future madri e rende precaria l’attività dei professionisti in forza al reparto. Eppure il Punto Nascite è imprscindibile tanto più che i dati sono in forte recupero e sfiorano i 500 parti. Gli indici di qualità del reparto di Mirandola, quali quelli del Cedap Regione, sono tra i migliori dell’Emilia-Romagna ed il Punto Nascite si sta affermando come riferimento anche per realtà più distanti come Finale ed il basso mantovano».
C’è però ancora il dato sulla mobilità passiva “nel 2015 erano 168 le cittadine dell’Area Nord che si sono rivolte alle Ausl lombarde, mentre nel 2016 sono calate del 12,4% pari a 148 cittadine; nel 2016 l’Emilia-Romagna ha versato alla Lombardia 297.174 euro per le dimissioni delle degenti residenti nel distretto di Mirandola. Questi 300mila euro - conclude Platis - possono e devono essere intercettati con la promozione e il potenziamento dei servizi locali”.
C’è però ancora il dato sulla mobilità passiva “nel 2015 erano 168 le cittadine dell’Area Nord che si sono rivolte alle Ausl lombarde, mentre nel 2016 sono calate del 12,4% pari a 148 cittadine; nel 2016 l’Emilia-Romagna ha versato alla Lombardia 297.174 euro per le dimissioni delle degenti residenti nel distretto di Mirandola. Questi 300mila euro - conclude Platis - possono e devono essere intercettati con la promozione e il potenziamento dei servizi locali”.
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