Sicurezza, da Caselli a Pistoni i problemi non finiscono mai
di Andrea Gilioli
L’omicidio di via Radici, la violenza su Gigetto e le scritte alla chiesa di Braida riaccendono la polemica I sindaci hanno cercato di arginare le sacche di illegalità con fasi alterne: sabato sit-in del centrodestra
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Immigrazione e sicurezza sono i due temi politici più caldi dell’estate sassolese.
Se nei mesi scorsi le vicende nazionali, con il gran numero di profughi in arrivo sulle coste italiane e il problema della loro redistribuzione sul territorio sono state lo spunto per diversi interventi degli esponenti politici locali, con il centrodestra critico e preoccupato e il centrosinistra che rispondeva parlando di razzismo, negli ultimi giorni la bagarre si è spostata tutta “in casa”, con dichiarazioni forti contro le politiche della giunta Pistoni e l’organizzazione, per sabato prossimo, di un sit-in, alle 10, davanti al Municipio. I promotori dell’iniziativa chiedono al sindaco un cambio di rotta, una svolta sulla sicurezza in città.
L’omicidio legato al mondo della droga in via Radici in Piano, la violenza carnale a bordo del Gigetto, le scritte inneggianti all’Islam sul muro della chiesa di Braida e altri episodi minori hanno infatti scatenato i commenti di diversi esponenti delle opposizioni, che hanno subito contestato all’amministrazione di centrosinistra una gestione farraginosa della sicurezza e una corresponsabilità politica nelle scelte governative di accoglienza verso gli immigrati. Temi incandescenti che fanno emergere numerose sensibilità.
Non si può non dare atto del fatto che la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza spetti alle forze dell’ordine e non ad assessori e dipendenti comunali, benché, d’altra parte, una polizia locale attenta possa sicuramente aiutare a dare una percezione migliore.
Di certo mentre i social si riempivano degli strali delle opposizioni all’indirizzo delle politiche della Giunta è però mancata una risposta ufficiale del Comune.
La lettera del sindaco alla Prefettura per chiedere un tavolo straordinario del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, infatti, è stata resa nota solo diversi giorni dopo il delitto di via Radici, quando già molti simpatizzanti del centrodestra avevano fatto notare l’ “imbarazzante silenzio” di via Fenuzzi.
Tra i tanti appunti fatti alla giunta guidata da Claudio Pistoni dal centrodestra cittadino (Lega, Sassolesi e Forza Italia) e da alcuni suoi sostenitori si leggono le lodi della sicurezza “ai tempi di Caselli”, quasi come se, dal 2009 al 2014, in città non vi fossero spacciatori e clandestini.
Ovviamente tutti sanno che non è così, ma se si cerca di ripulire il tutto dalla propaganda, resta il fatto che durante il governo della destra alcuni elementi che la cittadinanza legittimamente percepisce come “insicurezza”, in particolare parcheggiatori e mendicanti a zonzo per il centro, erano stati combattuti con successo, salvo poi ritornare dopo il cambio di colore della Giunta.
Anche i controlli sulle zone calde con i vigili e le unità antidroga erano, almeno agli occhi di molti cittadini, più frequenti e incisivi.
Si potrebbe parlare di una lotta senza vincitori, perché a onor del vero a Pistoni va il merito di un potenziamento delle telecamere, con l’installazione dei varchi, e dell’avvio dei progetti di controllo di vicinato.
Sulla gestione della sicurezza, oltre alla destra cittadina, che come detto ha organizzato anche una manifestazione, è intervenuto anche il consigliere della civica Sassuolo 2020 Giorgio Barbieri, ex assessore della Giunta Caselli che, parlando di situazione al limite, invita i suoi sostenitori ad aderire al sit-in (nonostante la civica non sia tra i promotori) e non risparmia un attacco alla gestione del territorio firmata Pistoni. «Serve una sveglia a questa amministrazione inconcludente - spiega Giorgio Barbieri suonando la carica - perché per tre anni abbiamo stimolato la Giunta ma la città resta in mano ai balordi».
Se nei mesi scorsi le vicende nazionali, con il gran numero di profughi in arrivo sulle coste italiane e il problema della loro redistribuzione sul territorio sono state lo spunto per diversi interventi degli esponenti politici locali, con il centrodestra critico e preoccupato e il centrosinistra che rispondeva parlando di razzismo, negli ultimi giorni la bagarre si è spostata tutta “in casa”, con dichiarazioni forti contro le politiche della giunta Pistoni e l’organizzazione, per sabato prossimo, di un sit-in, alle 10, davanti al Municipio. I promotori dell’iniziativa chiedono al sindaco un cambio di rotta, una svolta sulla sicurezza in città.
L’omicidio legato al mondo della droga in via Radici in Piano, la violenza carnale a bordo del Gigetto, le scritte inneggianti all’Islam sul muro della chiesa di Braida e altri episodi minori hanno infatti scatenato i commenti di diversi esponenti delle opposizioni, che hanno subito contestato all’amministrazione di centrosinistra una gestione farraginosa della sicurezza e una corresponsabilità politica nelle scelte governative di accoglienza verso gli immigrati. Temi incandescenti che fanno emergere numerose sensibilità.
Non si può non dare atto del fatto che la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza spetti alle forze dell’ordine e non ad assessori e dipendenti comunali, benché, d’altra parte, una polizia locale attenta possa sicuramente aiutare a dare una percezione migliore.
Di certo mentre i social si riempivano degli strali delle opposizioni all’indirizzo delle politiche della Giunta è però mancata una risposta ufficiale del Comune.
La lettera del sindaco alla Prefettura per chiedere un tavolo straordinario del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, infatti, è stata resa nota solo diversi giorni dopo il delitto di via Radici, quando già molti simpatizzanti del centrodestra avevano fatto notare l’ “imbarazzante silenzio” di via Fenuzzi.
Tra i tanti appunti fatti alla giunta guidata da Claudio Pistoni dal centrodestra cittadino (Lega, Sassolesi e Forza Italia) e da alcuni suoi sostenitori si leggono le lodi della sicurezza “ai tempi di Caselli”, quasi come se, dal 2009 al 2014, in città non vi fossero spacciatori e clandestini.
Ovviamente tutti sanno che non è così, ma se si cerca di ripulire il tutto dalla propaganda, resta il fatto che durante il governo della destra alcuni elementi che la cittadinanza legittimamente percepisce come “insicurezza”, in particolare parcheggiatori e mendicanti a zonzo per il centro, erano stati combattuti con successo, salvo poi ritornare dopo il cambio di colore della Giunta.
Anche i controlli sulle zone calde con i vigili e le unità antidroga erano, almeno agli occhi di molti cittadini, più frequenti e incisivi.
Si potrebbe parlare di una lotta senza vincitori, perché a onor del vero a Pistoni va il merito di un potenziamento delle telecamere, con l’installazione dei varchi, e dell’avvio dei progetti di controllo di vicinato.
Sulla gestione della sicurezza, oltre alla destra cittadina, che come detto ha organizzato anche una manifestazione, è intervenuto anche il consigliere della civica Sassuolo 2020 Giorgio Barbieri, ex assessore della Giunta Caselli che, parlando di situazione al limite, invita i suoi sostenitori ad aderire al sit-in (nonostante la civica non sia tra i promotori) e non risparmia un attacco alla gestione del territorio firmata Pistoni. «Serve una sveglia a questa amministrazione inconcludente - spiega Giorgio Barbieri suonando la carica - perché per tre anni abbiamo stimolato la Giunta ma la città resta in mano ai balordi».
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