Modena Quark - Il mio dentista parla ancora di Vasco...
Ma forse non è proprio tra me, perché un cane fa un giro largo per passare, quasi avesse fiutato il pericolo. Passa e si allontana, ma continua a studiarmi a lungo con la coda dell’occhio. E’ solo un...
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Immagina di camminare per via Zucchi, a metà luglio. Non un luglio qualsiasi, il luglio 2017. Quello del Modena Park. Immagina di andare verso il cavalcavia Cialdini intorno alle tre del pomeriggio del quindici o del sedici di quel mese lì. Con quaranta gradi certificati Lombroso, cerchi un po’ di riparo e ti viene spontaneo invocare una nuvola in cielo, una scia chimica, qualsiasi cosa possa fare un briciolo d’ombra. In alto nulla, ma sul palazzo davanti a te c'é qualcosa. Qualcuno ha tirato fuori un lenzuolo bianco, bianchissimo e ci ha scritto sopra: “Grazie Vasco. Modena Park 1-7-2017” Ieri non c’era, ne sono sicuro. Ci hanno lavorato tra ieri sera e questa mattina. Quindici giorni dopo il concerto. Mi fermo a scontare i quaranta gradi umidi come la Pianura, appoggio la cassa d’acqua a terra e dico tra me: “...che diavolo sta succedendo?”
Ma forse non è proprio tra me, perché un cane fa un giro largo per passare, quasi avesse fiutato il pericolo. Passa e si allontana, ma continua a studiarmi a lungo con la coda dell’occhio. E’ solo un particolare, non mi distraggo e continuo a pensare. Che diavolo succede a questa città? Possibile sia ancora stregata? Da un concerto? Dopo quindici giorni?
Possibile, certo, e i segnali non finiscono lì.
Un altro lo lancia il dentista, il mio dentista. E’ uno che si fa i fatti suoi, lo sa di avere il trapano dalla parte del manico ed è lui che detta le condizioni. In genere non parla, non dice nulla. Lo rivedo a fine agosto e lui cosa fa? Attacca a chiacchierare del concerto di Vasco come se ci fosse stato due giorni prima. Lascia stare che pretendeva pure che gli rispondessi. Io, con la bocca spalancata e tutto un trabiccolo blu tra i denti, ma questa è un’altra storia: il cristiano non è abituato alla socialità. Scoprire la conversazione dopo i cinquanta ha i suoi effetti. Un altro miracolo di Vasco.
E’ a quel punto, sulla più scomoda delle poltrone, che mi arriva, lucida, una certezza: il concerto, il Modena Park, ha lasciato qualcosa tra noi. Sì, qualcosa di indelebile. Vibrazioni? Energia? Quark!
Certo: Modena Quark! Come? Non sai cosa sono i Quark? Beh, neanche io, ma cercherò di scoprirlo. Stay tuned.
Ivan Sciapeconi
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