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Il sindaco: «Aimag non è stata promessa in sposa ad Hera»

Il sindaco: «Aimag non è stata promessa in sposa ad Hera»

Centinaia di cittadini, mercoledì sera, hanno gremito la sala congressi di via Peruzzi, per ascoltare e prendere parte al dibattito sul futuro di Aimag e sul referendum del 10 settembre. Il dibattito...

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Centinaia di cittadini, mercoledì sera, hanno gremito la sala congressi di via Peruzzi, per ascoltare e prendere parte al dibattito sul futuro di Aimag e sul referendum del 10 settembre. Il dibattito è stato infuocato, non soltanto per la temperatura, data la rottura dell’aria condizionata. Durante la serata, infatti, il sindaco ha risposto a numerose domande di pubblico e comitato promotore della consultazione. Domande che talvolta si sono trasformate in invettive contro il primo cittadino, accusato di volere vendere, anzi svendere, Aimag a Hera. Il comitato per il Sì, infatti si è schierato più volte contro l’incorporazione della multiutility carpigiana nel colosso, una delle ipotesi sul piatto insieme all’accordo con la mantovana Tea.

Il primo affondo netto è stato sferrato da Roberto Galantini, portavoce del comitato Acqua Pubblica, il quale ha ricordato come “dal 2007 esista un progetto per incorporare Aimag in Hera. Nessuno lo ha mai esposto pubblicamente, ma il presidente di Hera qualche anno fa disse: “Quando noi comprammo Aimag, la politica ci garantì che ce l’avrebbero data tutta”.

Il sindaco Bellelli ha sgomberato il campo dai dubbi: «Non sono qui per difendere la fusione con Hera - ha replicato - Se voi aveste un promesso sposo, prima del matrimonio fareste un invito ad altri sette morosi? Noi non avremmo richiesto le manifestazioni di interesse se ci fosse già un accordo con Hera».

Bellelli ha poi ricordato che “qualcuno contestò la costruzione di Aimag mentre adesso è qui a difenderla. E qualcuno fa parte del comitato per difenderla dopo averla attaccata in ogni modo. Il referendum è un’occasione persa perché non emerge il futuro, non ci sono proposte per Aimag. Il quesito è insufficiente a dirimere una questione complessa. Perché si parla solo della proprietà delle azioni».

Bellelli ha poi ribadito la necessità di “tenere unito i patto di sindacato. Non abbiamo scelto un modello “fusione per integrazione” e i progetti di aggregazione in vista delle sfide del prossimo futuro potrebbero giocarsi non solo sul piano italiano, ma anche estero. Non abbiamo certo uno scacciamosche per tenere lontani da noi i colossi internazionali…”.

Alla serata hanno preso parte anche gli esperti Francesco Fantuzzi, già candidato a sindaco di Reggio, piccolo azionista Iren (multiutility reggiana), e il prof Roberto Fazioli. Fantuzzi ha smentito la teoria secondo cui “grande è bello: sono balle” e ha sottolineato come “Hera abbia firmato un patto per alleggerire al 38% l’azionariato pubblico nel 2018”. Fazioli dal canto proprio ha chiesto ai cittadini di pensare prima “di rinunciare a uno strumento che si può gestire direttamente. Le aggregazioni non sono obbligatorie. Le municipalizzate rappresentano una forma di autogoverno dei territori”.

Domani, intanto, nuovo confronto su Aimag in piazza Garibaldi, dalle 17. Parteciperanno Lucio Ferrari (Mdp), Giorgio Bolognesi (Si), Maurizio Acerbo (segretario nazionale di Prc), Davide Ferraresi (Possibile) e Marco Reggiani (Pd).

Serena Arbizzi

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