La nuova sfida dei due ospedali uniti
di Davide Berti
Quasi quattromila dipendenti, oltre 1100 posti letto: «Più sicuri, specialisti in ogni struttura». Entro l’anno 172 assunzioni
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Nel piano interrato girano sempre i robot, nella sala riunioni ci sono ancora le tabelle della cabina di regia del concerto di Vasco. Ospedale di Baggiovara, che oggi entra nel nono mese di gestione unificata con l’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico. Il tempo di un parto, durante il quale si è via via ottimizzata una progettualità virtuosa per permettere ai due ospedali di coesistere nel miglior modo possibile.
Chi lo dice? Lo devono dire i cittadini, che possono ormai contare su un’unica azienda capace di gestire 3783 dipendenti divisi nei due ospedali, che tradotto in potenzialità significano 1111 posti letto, migliaia di prestazioni quotidiane per tutta la rete provinciale e, perchè no, anche un bilancio unificato che vale 373 milioni di euro, non proprio noccioline. Chi lo gestisce è il direttore generale Ivan Trenti che ieri, insieme al direttore sanitario Luca Sircana e al direttore amministrativo Lorenzo broccoli. Insieme ci hanno spiegato quello che significa, in pochi mesi, unire Baggiovara e il Policlinico senza perdere un solo giorno di servizio per i cittadini e, anzi, ottimizzando forze, investimenti e spazi. Perché anche se i cittadini non sempre se ne accorti, qualcosa è davvero cambiato nella sanità modenese.
Integrazione. È la parola d’ordine che Trenti oppone a competitività: «Ci vuole sinergia, il senso di appartenenza non è più alla singola azienda ma alla rete unica aziendale nella provincia. Questo significa che a costo zero per la sanità modenese i professionisti e gli specialisti gireranno molto di più la provincia, anzi lo stanno già facendo, da Mirandola a Pavullo per lavorare in team e crescere insieme. Non ci sono più le singole equipe, ma azioni integrate tra strutture ed equipe che lavoreranno indistintamente sui due ospedali».
La pratica. Rimanendo al lavoro di equipe, lo scambio di professionisti non sarà più sulla base di semplici consulenze. Un esempio? I chirurghi vascolari potranno operare direttamente a Baggiovara - fino a ieri solo al Policlinico - così come gli otorini: «Tutto questo a garanzia dei pazienti, che avranno un servizio qualitativamente più elevato».
La novità. Inizia gradualmente in questi giorni, operativa da ottobre, una piattaforma di 12 posti letto attivi cinque giorni su sette dedicati ai pazienti con patologie che prevedano un ricovero medio-breve: «La piattaforma potrà essere utilizzata sia dalle equipe del Civile Estense, che da team di professionisti del Policlinico che gestiranno pazienti operati presso l’ospedale civile».
Programmazione. Dodici sale operatorie da una parte, sedici dall’altra: «Lo spazio c’è, si tratta però di pianificare gli interventi nel miglior modo possibile. Siamo un ospedale attrattivo per i tumori e gli interventi complessi, questa rimane la nostra mission. Ma dobbiamo continuare a garantire il rispetto dei tempi di attesa. La condivisione dei protocolli, delle tipologie di intervento e della distribuzione degli stessi permette di ridurre possibili criticità circa la gestione degli spazi di sala e di ottimizzarne l’utilizzo, rendendo efficienti i tempi e gli approcci agli interventi».
Investimenti. «La definizione completa dei due ospedali sarà a fine 2018, quando si completeranno i cinque cantieri da 25 milioni di euro che ridaranno 20mila metri quadri al Policlinico. Intanto a Baggiovara tutti gli spazi sono occupati e il personale ben organizzato: entro il 2017 completeremo 172 assunzioni».
Chi lo dice? Lo devono dire i cittadini, che possono ormai contare su un’unica azienda capace di gestire 3783 dipendenti divisi nei due ospedali, che tradotto in potenzialità significano 1111 posti letto, migliaia di prestazioni quotidiane per tutta la rete provinciale e, perchè no, anche un bilancio unificato che vale 373 milioni di euro, non proprio noccioline. Chi lo gestisce è il direttore generale Ivan Trenti che ieri, insieme al direttore sanitario Luca Sircana e al direttore amministrativo Lorenzo broccoli. Insieme ci hanno spiegato quello che significa, in pochi mesi, unire Baggiovara e il Policlinico senza perdere un solo giorno di servizio per i cittadini e, anzi, ottimizzando forze, investimenti e spazi. Perché anche se i cittadini non sempre se ne accorti, qualcosa è davvero cambiato nella sanità modenese.
Integrazione. È la parola d’ordine che Trenti oppone a competitività: «Ci vuole sinergia, il senso di appartenenza non è più alla singola azienda ma alla rete unica aziendale nella provincia. Questo significa che a costo zero per la sanità modenese i professionisti e gli specialisti gireranno molto di più la provincia, anzi lo stanno già facendo, da Mirandola a Pavullo per lavorare in team e crescere insieme. Non ci sono più le singole equipe, ma azioni integrate tra strutture ed equipe che lavoreranno indistintamente sui due ospedali».
La pratica. Rimanendo al lavoro di equipe, lo scambio di professionisti non sarà più sulla base di semplici consulenze. Un esempio? I chirurghi vascolari potranno operare direttamente a Baggiovara - fino a ieri solo al Policlinico - così come gli otorini: «Tutto questo a garanzia dei pazienti, che avranno un servizio qualitativamente più elevato».
La novità. Inizia gradualmente in questi giorni, operativa da ottobre, una piattaforma di 12 posti letto attivi cinque giorni su sette dedicati ai pazienti con patologie che prevedano un ricovero medio-breve: «La piattaforma potrà essere utilizzata sia dalle equipe del Civile Estense, che da team di professionisti del Policlinico che gestiranno pazienti operati presso l’ospedale civile».
Programmazione. Dodici sale operatorie da una parte, sedici dall’altra: «Lo spazio c’è, si tratta però di pianificare gli interventi nel miglior modo possibile. Siamo un ospedale attrattivo per i tumori e gli interventi complessi, questa rimane la nostra mission. Ma dobbiamo continuare a garantire il rispetto dei tempi di attesa. La condivisione dei protocolli, delle tipologie di intervento e della distribuzione degli stessi permette di ridurre possibili criticità circa la gestione degli spazi di sala e di ottimizzarne l’utilizzo, rendendo efficienti i tempi e gli approcci agli interventi».
Investimenti. «La definizione completa dei due ospedali sarà a fine 2018, quando si completeranno i cinque cantieri da 25 milioni di euro che ridaranno 20mila metri quadri al Policlinico. Intanto a Baggiovara tutti gli spazi sono occupati e il personale ben organizzato: entro il 2017 completeremo 172 assunzioni».
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