Mazzini, fabbro pavullese ai campionati del mondo
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Daniele MazziniL’artista di Sant’Antonio in gara ad Arezzo: forgerà a mano un’opera sui “Sogni” È rimasto l’unico in provincia a saperlo fare. «Un onore confrontarmi con i big»
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PAVULLO. Creare in tre ore un’opera d’arte da una barra di ferro di 70 centimetri, a colpi di incudine e martello davanti a una fornace ardente a carbone.
Si calerà ancora nell’impresa il fabbro Daniele Mazzini, titolare dell’omonima Artistica di Sant’Antonio, da oggi a Stia (Arezzo) per partecipare all’ottavo Campionato del Mondo di Forgiatura dell’ambito della 22esima Biennale Europea d'Arte Fabbrile. Ovvero, un confronto con i maestri assoluti del settore, provenienti anche da Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, e ovviamente dalla grande scuola europea legata a Repubblica Ceca, Austria, Israele e Gran Bretagna, che due anni fa portò a casa il titolo. Anche l’Italia ha le sue belle carte da giocare nella tradizione che affonda nei secoli, e che Mazzini cercherà di onorare quale unico rappresentante dell’Appennino e molto probabilmente di tutta la provincia, dopo la scomparsa del maestro sanfeliciano Giuseppe Gatti.
Mazzini, affiancato dal collaboratore Mirko Cappi, sarà al lavoro domani tra le 12 forge accese (domenica la proclamazione del vincitore) che sono uno spettacolo nello spettacolo, ma prenderà parte anche all’esposizione organizzata nello stand dell'associazione “Fabbri nell'anima” di cui fa parte, che metterà in mostra le foto di alcuni gioielli realizzati nei mesi scorsi in forma collettiva, come il “Mirtillone” creato nell’aprile 2016 a Fanano sulla rotonda della Porrettana, all’ingresso del paese.
Visto che ognuno è chiamato a portare qualcosa di suo, ha preparato anche lui una chicca: il quadro “Galassia”, altorilievo di 65 per 50 centimetri realizzato in lamiera sbalzata e brunita rappresentante un sole stilizzato che si illumina sul retro tramite led.
Questo per la mostra, poi Mazzini ha già chiare le idee per la gara, dopo aver partecipato alle edizioni 2013 e 2015. Visto che il tema quest’anno è “Sogni”, si è organizzato facendo in laboratorio le prove di ciò che intende creare: una forma sinuosa che sale in modo avvolgente simulando un intreccio di sguardi. «Direi di essere pronto – ha detto ieri alla vigilia della partenza – ma vado con molta umiltà, sapendo di dovermi confrontare con dei mostri di bravura, soprattutto stranieri. Per me è un onore solo essere in gara e avere la possibilità magari di imparare qualche segreto o tecnica nuova. Ma sono orgoglioso anche di portare il mio territorio su questo palcoscenico».
È il modo migliore poi per celebrare i suoi 30 anni di lavoro nell’azienda, in cui ha iniziato da 14enne seguendo il padre Emilio, che la fondò nel 1972. Oggi è uno dei pochissimi non solo in Appennino ma in tutta la provincia che forgia ancora a mano, non assemblando pezzi ma dando forma all'informe. Che è il cuore dell'arte.
Daniele Montanari
Si calerà ancora nell’impresa il fabbro Daniele Mazzini, titolare dell’omonima Artistica di Sant’Antonio, da oggi a Stia (Arezzo) per partecipare all’ottavo Campionato del Mondo di Forgiatura dell’ambito della 22esima Biennale Europea d'Arte Fabbrile. Ovvero, un confronto con i maestri assoluti del settore, provenienti anche da Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, e ovviamente dalla grande scuola europea legata a Repubblica Ceca, Austria, Israele e Gran Bretagna, che due anni fa portò a casa il titolo. Anche l’Italia ha le sue belle carte da giocare nella tradizione che affonda nei secoli, e che Mazzini cercherà di onorare quale unico rappresentante dell’Appennino e molto probabilmente di tutta la provincia, dopo la scomparsa del maestro sanfeliciano Giuseppe Gatti.
Mazzini, affiancato dal collaboratore Mirko Cappi, sarà al lavoro domani tra le 12 forge accese (domenica la proclamazione del vincitore) che sono uno spettacolo nello spettacolo, ma prenderà parte anche all’esposizione organizzata nello stand dell'associazione “Fabbri nell'anima” di cui fa parte, che metterà in mostra le foto di alcuni gioielli realizzati nei mesi scorsi in forma collettiva, come il “Mirtillone” creato nell’aprile 2016 a Fanano sulla rotonda della Porrettana, all’ingresso del paese.
Visto che ognuno è chiamato a portare qualcosa di suo, ha preparato anche lui una chicca: il quadro “Galassia”, altorilievo di 65 per 50 centimetri realizzato in lamiera sbalzata e brunita rappresentante un sole stilizzato che si illumina sul retro tramite led.
Questo per la mostra, poi Mazzini ha già chiare le idee per la gara, dopo aver partecipato alle edizioni 2013 e 2015. Visto che il tema quest’anno è “Sogni”, si è organizzato facendo in laboratorio le prove di ciò che intende creare: una forma sinuosa che sale in modo avvolgente simulando un intreccio di sguardi. «Direi di essere pronto – ha detto ieri alla vigilia della partenza – ma vado con molta umiltà, sapendo di dovermi confrontare con dei mostri di bravura, soprattutto stranieri. Per me è un onore solo essere in gara e avere la possibilità magari di imparare qualche segreto o tecnica nuova. Ma sono orgoglioso anche di portare il mio territorio su questo palcoscenico».
È il modo migliore poi per celebrare i suoi 30 anni di lavoro nell’azienda, in cui ha iniziato da 14enne seguendo il padre Emilio, che la fondò nel 1972. Oggi è uno dei pochissimi non solo in Appennino ma in tutta la provincia che forgia ancora a mano, non assemblando pezzi ma dando forma all'informe. Che è il cuore dell'arte.
Daniele Montanari
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