Modena, il presidente della Corassori: «Bingo? Non è polisportiva Da noi il gioco non entra»
Cimino e la convivenza con la vicina sala “Hippo” «Sono inquilini della cooperativa. Nei nostri spazi bandite anche le macchinette»
MODENA. Sarà per quell’ingresso giusto a due passi dalla polisportiva, dove entrano atleti e bambini, e magari anche per quell’eloquente sportello bancomat giusto di fianco alla porta della sala giochi. Fatto sta che la convivenza dell’“Hippo Bingo” con la polivalente Corassori, in via Newton, ha sempre fatto parlare: ad esempio, ne parlò a lungo il Consiglio comunale nel 2014, quando, insieme alla proroga della concessione a favore della polisportiva, fu approvato anche un ordine del giorno promosso dal Pd che invitava la giunta a introdurre nel Regolamento comunale del diritto di superficie «norme che rendano incompatibile la concessione in presenza di attività riconducibili al gioco d’azzardo». E mentre l’allora consigliera Pd Cinzia Cornia (che si astenne sulla delibera) disse chiaramente che «è impensabile che in una polisportiva sia nata una sala bingo che ne snatura la vocazione», Giuliana Urbelli, diventata poi assessore alle Politiche sociali, fece notare che il gruppo Pd «è contrario al gioco d’azzardo e al fatto che esista all’interno delle polisportive. Ne riteniamo inopportuna la presenza, quindi chiediamo che alla scadenza del contratto non venga data al gestore la possibilità di continuare a gestire il bingo dentro la polisportiva».
Un tema piuttosto caldo, insomma, mentre nel centrodestra l’alfiere della battaglia contro la coabitazione polisportiva-gioco d’azzardo è stato il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli. Una questione aperta ancora oggi, a tre anni da quel dibattito. Ne abbiamo parlato con il dottor Francesco Cimino, presidente della polivalente .
Dottor Cimino, polisportiva e bingo possono coesistere?
«Noi non c’entriamo nulla con il bingo, né siamo i gestori di quegli spazi. La sala giochi, così come la polivalente, paga l’affitto alla cooperativa per stare in quell’edificio. Peraltro non è una cosa successa ieri, ma 15 anni fa, quando si decise di non praticare più il gioco della tombola nelle polisportive. A quel punto, la società che gestisce diversi “Hippo Bingo”, tra cui quello di Modena, ha preso in affitto lo spazio di via Newton».
Resta un problema, come ha sottolineato il Consiglio: avere una sala che pratica il gioco d’azzardo a fianco di una polisportiva.
«Se il Consiglio comunale ha la possibilità di revocare i permessi che lo Stato ha dato alla società che gestiste il bingo, per me non ci sono problemi. Ora, però, quella società ha tutte le carte in regola per portare avanti la sua attività, e paga l’affitto come fanno altri in quello stabile».
Al di là della questione legale, da presidente è d’accordo con le perplessità espresse dal Consiglio comunale?
«Posso anche essere d’accordo, ma inviterei il Consiglio a parlare con la cooperativa e con i gestori della società. Del resto, non si tratta certo dell’unica sala bingo presente in città: invito chi ha delle perplessità a verificare anche l’ubicazione delle altre sale…».
A proposito di polisportive e azzardo, molti gestori stanno dismettendo le macchinette.
«Nel nostro bar, così come in tutti i nostri spazi, non ci sono macchinette: è una scelta politica che portiamo avanti con decisione».
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