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Nel 2018 ultimi trasferimenti Bilancio da 372 milioni di euro

Nel 2018 ultimi trasferimenti Bilancio da 372 milioni di euro

Il 2017 è stato l’anno della sfida, il 2018 sarà l’anno della conferma e dal 2019 la situazione sarà definitiva con i reparti completamente riorganizzati anche nei nuovi spazi che verranno pronti al...

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Il 2017 è stato l’anno della sfida, il 2018 sarà l’anno della conferma e dal 2019 la situazione sarà definitiva con i reparti completamente riorganizzati anche nei nuovi spazi che verranno pronti al Policlinico per le medicine, in attesa del nuovo complesso materno-infantile che arriverà nel 2021.

Non è stato un gioco da ragazzi far dialogare due strutture che fino a ieri erano in competizione. L’unificazione è partita da un concetto che anche la politica ha sottoscritto: ospedali al servizio di tutta la rete provinciale. I due ospedali hanno mantenuto la loro vocazione. Al Policlinico il materno-infantile, l’oncologia e il centro trapianti. All’ospedale civile di Baggiovara l’emergenza urgenza, le neuroscienze e la chirurgia robotica. In via di maggiore integrazione le chirurgie, l’ortopedia e le medicine interne. A Baggiovara sempre il trauma-center e la gestione di tutte quelle patologie che si definiscono tempo/dipendenti: gli interventi di emodinamica, il trauma grave e l’ictus.

Come ricorda Trenti gli ospedali sono come un’azienda unica che ha due stabilimenti. E gli stabilimenti devono avere gli stessi dispositivi, le stesse potenzialità sebbene con missioni diverse, gli stessi protocolli, questo per facilitare anche al cittadino i percorsi interospedalieri, che certamente saranno sempre più frequenti.

Dal punto di vista degli investimenti strutturali Trenti è stato chiaro: «La prima cosa che ci interessa è la sicurezza della struttura, per questo ci siamo concentrati in questi anni a rispondere a questa esigenza che in un ospedale costruito nel 1963 era evidente. È vero che all’esterno il Policlinico non è accogliente, ma in questa fase ci interessa molto di più la parte interna: sicurezza della struttura e qualità di cura per i pazienti. L’intonaco mi interessa molto meno della salute dei pazienti». Messaggio chiaro a chi storce il naso per le facciate. Così si attende con ansia la fine dei lavori dei cinque cantieri ora attivi che porteranno al Policlinico, una volta conclusi, ventimila metri in più che daranno ordine alla struttura. E, perché no, alle strutture: «Cominceremo a parlare di come suddividere le discipline in virtù di questi nuovi spazi nei prossimi mesi: alla fine del 2018 completeremo eventuali trasferimenti». Dal punto di vista strutturale, invece, su Baggiovara si interverrà alle camere ardenti: «Non sono dignitose per questo ospedale, e con 400mila euro le sistemeremo speriamo già entro la fine dell’anno».

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