Gazzetta di Modena

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Nel quartiere dell’omicidio Paradiso che si fa inferno

di Andrea Gilioli
Nel quartiere dell’omicidio Paradiso che si fa inferno

Di giorno non ci sono problemi: gente tranquilla che lavora e consuma nei bar Alla notte ritornano i balordi che si impossessano di un pezzo della città

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Una “Elle” di cemento armato e vetro, con decine di negozi e uffici sparsi su due piani, collegati da scale esterne e porticati. Si presenta così il direzionale ex Saime, luogo da dove è partita, e davanti al quale si è conclusa, la lite tra i due spacciatori Said Boufes e Mohamed Hamid. Visto alla luce del giorno sembra un pezzo normale di città: negozi e bar aperti, uffici e studi in attività e tanta gente che parcheggia nell’antistante piazzetta. Sulle scale c’è qualche cartaccia e nulla più. C’è chi va all’Inps, chi dal dentista, chi prende un caffè e chi va a giocare in una sala scommesse. A guardare bene sono tantissime anche le vetrine coperte da cartelloni “affittasi”, ma la crisi è ovunque e, anzi, in città ci sono direzionali commerciali molto più desolati.

Il vero problema del palazzo, e del quartiere in genere, prende vita quando cala la sera, quando studi e negozi sono chiusi e restano solo poche attività aperte. Di giorno i senza fissa dimora, gli spacciatori e altri balordi, per lo più stranieri, che nottetempo vagano tra noia e affari illeciti sono da un’altra parte, magari vicino alle vicine stazioni ferroviarie. Chi lavora qui conosce la triste fama della zona, ne ha sperimentato a volte alcuni risvolti spiacevoli, ma tutto sommato si dice tranquillo. «Alcuni mesi fa sono entrati a rubare - raccontano da Zero Hour, negozio-artigiano di stampe su abbigliamento - ma la situazione, almeno in questo lato del direzionale (quello dove si è verificato l’omicidio. La lite era partita però sul fronte che guarda verso la stazione per Modena) è abbastanza tranquilla, c’è un bar che lavora bene e anche la sala scommesse è gestita con criterio».

Al bar “Direzionale” lavora Maria, che da tre anni combatte contro il degrado, con buoni risultati. «Quello che è successo - racconta - mi ha colpita molto, speriamo serva a svegliare chi deve fare i controlli, qui e nel resto del quartiere, specie alle stazioni. Quando abbiamo aperto era frequente trovare alcuni irregolari che dormivano sotto i portici, ma per fortuna i controlli della polizia li hanno fatti allontanare. La mia clientela è molto selezionata, anche perché cerco, con garbo, di allontanare quei clienti che mi sembrano poco raccomandabili, e non sono tutti stranieri. A fare colazione, o a prendere un aperitivo, vengono tantissimi immigrati che sono persone per bene, integrate. Gli altri non si fermano, ormai hanno capito che non sono ben voluti. Ovvio che la stazione a due passi e alcuni esercizi a rischio (la polizia ha anche chiuso temporaneamente alcuni bar per la presenza di clandestini e pregiudicati) creano problemi, ma a dare noie sono soprattutto gli irregolari. Servirebbero provvedimenti seri per allontanarli. Io ho sempre abitato in zona e si è sempre stati bene».

Di giorno tutto sembra tranquillo, a confermarlo anche una parrucchiera e il titolare della tabaccheria. «Io chiudo alle 19.30 - racconta - e non ho mai avuto problemi. So di una rissa nella notte ma durante la giornata è un quartiere normale. C’è un buon rapporto anche con le compagnie di ragazzi».

La notte, invece, i pusher a piedi e in bicicletta vengono notati da molti, specie dai ristoratori che lavorano fino a tardi e uscendo dal direzionale si vedono i segni del bivacco: bottiglie e cartacce nelle aiuole. «Abbiamo scelto di rinunciare alle slot e di selezionare la clientela - raccontano al bar ristorante Cantiere - per evitare frequentazioni problematiche. Dal bancone vediamo quello che succede ma non abbiamo mai avuto problemi particolari. Non abbiamo paura, anche se negli ultimi giorni abbiamo accompagnato alcuni clienti alla macchina, dato che avevano parcheggiato nel buio del piazzale ex Saime».

Al limitare della zona “calda” anche un fast food che sere pizza e kebab. «C’è movimento fino alle 23 - racconta il titolare - ma molti comprano e se ne vanno. Da quando abbiamo aperto non abbiamo mai avuto episodi problematici».

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