Rubano cassaforte con tre pistole
Banditi di giorno a Ponte Motta in casa di un artigiano. Le armi sono funzionanti
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CAVEZZO. Tre armi da fuoco, tre pistole perfettamente funzionanti.
Sono finite in mano alla banda che martedì un pieno giorno ha reso visita ad un noto imprenditore della zona di Ponte Motta.
L’uomo, un artigiano che svolge la propria attività a San Possidonio, era fuori casa, così come il resto della famiglia. Abita in via Cantore, nelle campagne di Cavezzo, verso la chiesa di Ponte Motta. Una bella abitazione, piuttosto isolata, che inevitabilmente ha attirato le attenzioni dei predoni che infestano il territorio. Fatto sa che alla luce del sole, con noncuranza, i ladri si sono introdotti nell’abitazione, dal retro, forzando un infisso del bagno.
E una volta all’interno hanno cercato bottino in tutti gli ambienti. Inevitabilmente la loro attenzione si è concentrata sull’armadio blindato che l’artigiano teneva in casa. Non hanno fatto altro che sollevarlo - motivo per cui ad agire sono state due o più persone - e caricarlo su un automezzo con il quale si erano recati in via Cantore.
L’artigiano si è accorto del furto al rientro a casa dal lavoro. Ha chiamato i carabinieri, denunciando che all’interno della “cassaforte” c’erano le tre pistole. Regolarmente detenute, e dichiaratamente utilizzate per il tiro al poligono.
In questi casi le armi possono essere portate fuori casa, purché smontate e scariche, sistemate una volta giunti a destinazione, utilizzate per esercitarsi allo sparo e poi di nuovo riportate a casa. Procedure burocratiche di cui i ladri ovviamente si infischieranno.
Il pericolo è che ora vengano messe in vendita su circuiti illegali, anche su internet, finendo nelle mani di chi invece ha intenzioni tutt’altro che lecite. Le indagini, comunque, sono in corso.
Sono finite in mano alla banda che martedì un pieno giorno ha reso visita ad un noto imprenditore della zona di Ponte Motta.
L’uomo, un artigiano che svolge la propria attività a San Possidonio, era fuori casa, così come il resto della famiglia. Abita in via Cantore, nelle campagne di Cavezzo, verso la chiesa di Ponte Motta. Una bella abitazione, piuttosto isolata, che inevitabilmente ha attirato le attenzioni dei predoni che infestano il territorio. Fatto sa che alla luce del sole, con noncuranza, i ladri si sono introdotti nell’abitazione, dal retro, forzando un infisso del bagno.
E una volta all’interno hanno cercato bottino in tutti gli ambienti. Inevitabilmente la loro attenzione si è concentrata sull’armadio blindato che l’artigiano teneva in casa. Non hanno fatto altro che sollevarlo - motivo per cui ad agire sono state due o più persone - e caricarlo su un automezzo con il quale si erano recati in via Cantore.
L’artigiano si è accorto del furto al rientro a casa dal lavoro. Ha chiamato i carabinieri, denunciando che all’interno della “cassaforte” c’erano le tre pistole. Regolarmente detenute, e dichiaratamente utilizzate per il tiro al poligono.
In questi casi le armi possono essere portate fuori casa, purché smontate e scariche, sistemate una volta giunti a destinazione, utilizzate per esercitarsi allo sparo e poi di nuovo riportate a casa. Procedure burocratiche di cui i ladri ovviamente si infischieranno.
Il pericolo è che ora vengano messe in vendita su circuiti illegali, anche su internet, finendo nelle mani di chi invece ha intenzioni tutt’altro che lecite. Le indagini, comunque, sono in corso.
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