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In municipio 600 firme contro i profughi

In municipio 600 firme contro i profughi

Prignano. Il secondo atto dopo la ribellione. Bonilauri: «Il sindaco prenda in mano la situazione»

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PRIGNANO . Continua la polemica sull’accoglienza ai profughi. Oggi alle 11, in municipio, è prevista la consegna della petizione “Stop accoglienza profughi”, che ha raccolto circa 600 firme. Nella petizione si chiede di “prendere posizione contro l’invio di profughi (migranti economici) sul territorio del Comune “e qualora vi sia l’imposizione del Prefetto” chiedono che “vengano assegnati a questo Comune nuclei familiari corrispondenti alle quote spettanti e che l’accoglienza sia effettuata direttamente dall’amministrazione comunale”.

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere di opposizione Ennio Bonilauri: «Nel merito del problema dei migranti - dice - stiamo vivendo in questi giorni momenti di grave incertezza. La gente non capisce cosa sta realmente succedendo, ondeggia dietro a voci incontrollate e al minimo dubbio corre ai ripari cercando di capire come comportarsi, formando comitati, raccogliendo firme, organizzando manifestazioni. Ebbene io credo che in questo caso l’amministrazione, abbastanza latitante sul problema, o perlomeno questo filtra dall’esterno, debba intervenire con lucidità e determinazione. Stiamo rischiando di fare passare un messaggio poco positivo sul territorio e sulla gente di Prignano. Prignano non è un comune razzista, è cattolico per il 90% della popolazione, crede fermamente negli aiuti umanitari, nelle diverse esigenze di solidarietà e lo dimostrano le tante associazioni di volontariato esistenti sul territorio. La gente lavora sodo, è abituata a essere in linea con le normative vigenti, è disponibile a riconoscere ogni forma di sostegno umanitario a popoli in guerra e in condizioni precarie. Però sempre nel pieno rispetto della reciprocità tra residenti locali e integrazione migratoria. Rispetto per chi arriva, ma chi arriva porti rispetto alle direttive locali. Ricordo che un sindaco, in base al testo unico per gli Enti Locali, è il responsabile della Sanità, della Sicurezza, e dell’Ordine Pubblico del proprio territorio. Quindi se il sindaco non vuole i migranti perché ritiene che vadano a creare pericoli in relazione alle tre parole cardine di cui sopra, vada dal Prefetto e sostenga le sue decisioni. Se non ci sono queste giustificazioni, risolva direttamente il problema lui. Convochi le cooperative incaricate alla collocazione dei migranti e insieme recuperino gli appartamenti privati necessari. Sottoscriva i rispettivi contratti d’affitto, integri i profughi di guerra in base alla propria quota. E faccia una gestione diretta come tanti altri Comuni. Sarebbe una forma esplicita che garantirebbe maggiori controlli sulla sicurezza, riportando tranquillità, serenità, trasparenza tra la gente».

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