Modena, Bortolamasi (Pd): «Su Morane-Vaciglio valutiamo se ridurre il numero di alloggi»
L’esponente Pd: «È un progetto non nuovo ma ereditato» «C’è richiesta di case a prezzi calmierati e con nuovi servizi»
MODENA. Il tema delle nuove case a Vaciglio continua a tenere banco. Numerosi residenti sollevano dubbi e perplessità, la Giunta sottolinea la valenza sociale del progetto sul fronte del tema casa. E il Pd, partito di maggioranza come si pone? Ne abbiamo parlato con Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Pd.
Segretario, tra gli aspetti più contestati del progetto, come emerso nell'assemblea pubblica del 24 luglio, c'è il mancato rispetto del "consumo zero" di territorio promesso in campagna elettorale...
«Questo è un progetto che ha un percorso, lungo: parte con la variante al Prg del 2013 e ancora prima l'accordo del 2010: la giunta si è impegnata, per migliorare questo progetto, grazie appunto ad una variante, sul progetto, voluta e pretesa dalla giunta. Questo per dire che il contesto in cui ci si trova ad operare è complesso e deve tenere conto dei diritti che i privati possono esigere e la necessità di apportarvi significative migliorie, per rispondere alle esigenze, legittime, dei cittadini. Il programma di mandato dell'amministrazione, approvato dal Consiglio nel 2014, in una parla chiaramente di politiche e azioni orientate al saldo zero, all'interno del nuovo piano, dentro al perimetro vigente. L'impegno dell'amministrazione è stato quello di rispettare il punto in oggetto del programma e avviare il percorso verso il nuovo Psc che disegnerà la città dei prossimi anni. Mi preme aggiungere un'altra cosa: questa giunta non ha avviato alcun nuovo progetto residenziale in espansione. Una scelta in forte discontinuità rispetto al passato».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15801158:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15801158:1650048306/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È opportuno costruire 550 nuovi alloggi quando in città ci sono diverse migliaia di case vuote?
«Vorrei fare chiarezza su questo punto: il quadro conoscitivo - faccio riferimento alla ricerca Bellicini - parla di numeri inferiori; peraltro occorre verificare le possibilità di riqualificazione anche in relazione alle difficoltà che si trovano rispetto alla riqualificazione. Così come dobbiamo mettere in campo politiche pubbliche per evitare l'uscita da Modena e garantire a chi vuole vivere a Modena, chi sceglie di vivere e costruire il proprio futuro nella nostra città, con l'accesso alla casa a prezzi calmierati (penso alle novità per il social housing per portare a Modena, esperienze di locazione con servizi per residenti e i quartieri); altrettanto dobbiamo fare per sostenere i proprietari nella riqualificazione e contrasto al vuoto. I Comuni non hanno molti strumenti, ma bisogna comunque impegnarsi su questo: lo sblocca Modena è un primo passo, mentre la Regione uscirà con alcuni provvedimenti, come ad esempio la riduzione degli oneri, che il Comune dovrà recepire. Pensare a un quartiere dormitorio è ingeneroso, perché è a pochi metri da un importante centro di vicinato, con servizi come biblioteca, presidio sanitario, polisportiva, è connesso tramite percorsi pedonali e ciclabili a scuole e parchi».
Il problema principale è la viabilità in via Morane e in quel tratto di tangenziale, già congestionata oggi...
«La media è di 1,5 auto per famiglia: con il social housing si vogliono promuovere modalità di condivisione, come ad esempio la pool car. Condivido le parole del sindaco, che si è impagnato a subordinare l'approvazione del piano ad approfondimenti sul tema trasporti e viabilità. Aggiungo: anche se il progetto non deve passare dal Consiglio, serve un passaggio informativo in aula: con il partito e il gruppo consiliare valuteremo alla ripresa dei lavori come procedere».
I residenti hanno raccolto migliaia di firme: non pensa che di fronte ad una risposta del genere l'amministrazione potrebbe riflettere sull'opportunità di bloccare il progetto?
«Ripeto: occorre proseguire con il confronto sul tema, ampliando il ragionamento all'intero territorio comunale. Ad esempio dal tema della convenzionata, a partire dal regolamento. Come Pd e forze di maggioranza continuerà il percorso avviato con l'assessore Vandelli sull'aggiornamento del Pas, programma abitare sociale. Prima di procedere con la quota di convenzionata, per la vendita dobbiamo fare il punto dell'intero sistema: zone F e Peep. Questa politica va resa sostenibile, pensando alle risorse pubbliche impegnate e al valore del suolo, inteso come bene pubblico comune. Va prestata massima attenzione all'attuazione del piano urbanistico per i 120 alloggi presenti nel piano; prima di procedere il Consiglio comunale deve riprendere la discussione, come prevedono gli ordini del giorno, alcuni dei quali risalgono alla precedente consigliatura. Servono quindi ulteriori approfondimenti, valutando attentamente quali margini ci siano per eventuali riduzioni. Ho massimo rispetto e comprendo le esigenze di firmatari e residenti, l'impegno del nostro partito sarà quello di tener con loro un canale di interlocuzione costante, cosa peraltro che stiamo già facendo. Chiedo però altrettanto rispetto, perché nessuno, a partire dalla giunta, vuole calare dall'alto soluzioni, forzando tempi e modi d'attuazione del piano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
