Modena, I giorni del “sacrificio degli agnelli” della comunità musulmana
Sono centinaia gli animali che vengono macellati alla maniera islamica nelle comunità locali. Rituale che ricorda Abramo
Dall'Italia sono partiti in migliaia alla volta delle città sante di Mecca e Medina. Da Modena sono circa 70, quasi tutti affiliati ai 4 centri islamici presenti in città. Come altrove anche qui sono comparse agenzie di viaggio specializzate nei pellegrinaggi. Vendono pacchetti completi e personalizzati, il prezzo parte dai 4500 euro per 15 giorni alla Mecca e Medina, tutto incluso.
MODENA. I facoltosi sceicchi riescono a spendere centinaia di migliaia di euro perché il lusso è arrivato alle porte della zona sacra con i grandi alberghi a 6 stelle che si affacciano su di essa. I musulmani di Modena, spesso semplici lavoratori da 1500 euro al mese, cercano di fare economia e si affidano ad agenzie fuori provincia con cui hanno stabilito un rapporto di fiducia consolidato.
«Noi di al Rahman ci appoggiamo a un'agenzia di Rimini gestita da una famiglia tunisina, è ormai una consuetudine, sono organizzati e si occupano di tutto: dai visti all'aereo, dal trasporto in loco all'alloggio», spiega Driss Wagueg, portavoce della moschea al Rahman di via delle Suore. La comunità turca si rivolge direttamente al consolato turco di Milano che attraverso il ministero degli affari religiosi di Ankara fornisce ai pellegrini tutti i documenti necessari per visitare i luoghi santi.
«Ci pensa lo Stato, ogni anno una trentina di turchi partono da Modena per l'Arabia Saudita con la Turkish Airlines e scalo a Istanbul”, dice Osman Bicer della moschea turca “Ulu Camii” di via Munari. In via Portogallo, infine, si affidano a diverse agenzie, la vicentina “al Manar” e la reggiana “Suleymani viaggi”, entrambe gestite da cittadini marocchini. Facendo i conti, solo a Modena, i musulmani hanno speso oltre 300mila euro per il pellegrinaggio.
In aereo, per raggiungere Jedda dalla Malpensa, si impiegano 4 ore, poi altre 2 ore in autobus attraverso il deserto per Medina. Dalla Casa della Saggezza di via Portogallo parte sempre una guida, esperta in pellegrinaggio: Khalid Dalouzi. Dirigente della moschea, è l'uomo preposto ad accompagnare i fedeli «ed è anche un infermiere professionista al quale rivolgersi in caso di bisogno», aggiunge Mohamed Rizki, presidente della Casa della Saggezza.
L'identikit del pellegrino è vario. Alla Mecca ci sono oltre 2 milioni di fedeli che vengono dai 4 angoli del globo per onorare quello che è un obbligo religioso, il quinto pilastro dell'Islam. «Ci sono tutte le etnie del mondo che pregano lo stesso Dio. Molte sono persone dai 40 anni in su o anziani. Di solito i figli pagano il viaggio ai genitori, per onorarli. Ma ci sono anche molte coppie giovani perché in alcune culture, come quella marocchina o indonesiana, l'Hajj sostituisce il viaggio di nozze», spiega Fabrizio Tello, modenese convertito all'Islam 7 anni fa. Poco dopo aver sposato una ragazza marocchina, Fabrizio si è recato alla Mecca: «Era un modo anche per rinsaldare il matrimonio attraverso la fede, benedirlo in nome di Allah«. Nei giorni che chiudono il pellegrinaggio si celebra l'Eid el Adha, la festa dura 3 giorni e evoca il sacrificio di Abramo. In quest'occasione i musulmani si cibano dell'agnello lasciandone una parte consistente alle famiglie più povere: «Così non sono costrette a fare l'elemosina in questi giorni di santità«, dice Wagueg. Sono centinaia gli agnelli che i musulmani di Modena hanno prenotato per l'Eid dalle loro macellerie islamiche di fiducia: da viale Gramsci al centro storico fino a via Giardini sono decine le attività commerciali etniche in città che servono halal. «Ma molti fedeli si forniscono direttamente dai grossisti della provincia e da agricoltori locali. Le bestie sacrificate devono essere uccise alla maniera islamica, attraverso lo sgozzamento rituale dell'animale e il suo dissanguamento poiché il sangue animale è considerato impuro nell'Islam«, spiega Radi, musulmano siriano residente a Modena da oltre 30 anni. Solo fra gli affiliati alla moschea di via Portogallo le ordinazioni di agnello sono state più di 200, come confermato dal presidente Rizki. «A queste si aggiungono le 600 commissionate dalla moschea al Rahman», precisa Wagueg. I giorni dell'Eid, quest'anno dal 1 al 3 settembre, sono festivi nei paesi islamici. I 4 centri della città celebrano la ricorrenza nelle proprie sale di preghiera con cene comunitarie e preghiere collettive.
«Quest'anno molti datori di lavoro hanno lasciato i musulmani liberi di festeggiare il venerdì, primo giorno dell'Eid al Adha», osserva Driss Wagueg. Così, alla preghiera del mattino erano in centinaia i fedeli ad affollare la Casa della Saggezza, dove il presidente Rizki ha tenuto un discorso di condanna molto duro nei confronti del terrorismo. Ad al Rahman, la più antica, spaziosa e frequentata moschea del territorio modenese, erano in migliaia ad accorrere, vestiti con gli abiti tradizionali, il fez, lo zuccotto islamico in testa mentre le donne sfoggiavano le loro migliori tuniche e gli hijab colorati.
La giornata di festa si è aperta alle 8,30 con una preghiera solenne seguita dai salamelecchi fra confratelli e il pranzo in famiglia. Fuori dal centro di via delle Suore, gli ambulanti egiziani e marocchini avevano trasformato l'entrata in un piccolo souk, vendevano pane arabo appena sfornato, frutta e verdura, spezie e thé alla menta, riempiendo di fragranze orientali l'aria di fine estate di quest'angolo di Modena.
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