Gazzetta di Modena

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Modena, in centro c’è la “casa della droga”

di Stefano Totaro
Modena, in centro c’è la “casa della droga”

Un intero edificio con otto appartamenti per dormire, confezionare, consumare, vendere stupefacenti

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MODENA. Nel cuore del centro storico, a pochi metri dall’Accademia Militare, da piazza Roma e dalle piazze Mazzini e Matteotti c’è la casa della droga.

Se guardando dall’alto il centro della nostra città si volesse mettere la bandierina, come ormai si è abituati a fare su smartphone e tablet, in una zona davvero strategica per controllare, dominare, arrivare o allontanarsi in fretta, nascondersi, rifugiarsi, sparire e riapparire, e soprattutto fare affari gestendo un fiorente mercato dello spaccio senza dare nell’occhio, ci sarebbero pochi dubbi: una bandierina, tra le poche zone così strategiche, verrebbe sicuramente piazzata proprio su via dei Lovoleti.

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Per intenderci è quella piccola strada che collega via Taglio con piazza Roma, dove c’è il “famoso” specchio dell’allora forno San Giorgio e che su un lato ha un porticato.

Al civico 5, nel lato direttamente sulla strada, ecco la casa della droga. Un edificio di tre piani più le mansarde, otto appartamenti divisi da un’unica rampa di scale che porta ai pianerottoli.

Dall'esterno nessuno potrebbe sospettare: un edificio signorile, che certo non sfigura con quelli della vicina via Farini, con il suo bel rosso Modena e gli scuri in legno alle finestra tutte chiuse, un portone in legno scuro, massiccio e i campanelli in ottone. Nessuna scritta, nessun intonaco cadente. Ma basta dare un spinta decisa al portone che magicamente dal centro storico si viene come trasportati in realtà di storico degrado periferico, di quelle che si potevano trovare un tempo negli edifici lungo via fanti e Pico della Mirandola o nei capannoni alla Madonnina o all’R-Nord in fase acuta.

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Nella hall due biciclette, carta spagnola, piatti di plastica, lattine e bottiglie, mozziconi , filtri per spinelli, escrementi e odore di urina. È il benvenuto. Poi ci sono tre piani e mansarde, ci sono gli otto appartamenti. Tutto un programma.

C’è chi ci vive, nel senso che viene all’interno a dormire, a dissetarsi con qualche birra, qualche “inquilino” dunque che vi passa la notte. C’è invece chi utilizza lo stabile come base di smistamento rapido di affari, di consumo e confezionamento della droga. Questo perché, al di là dei vari tavoli e tavolini “apparecchiati” con stagnole bruciate per le inalazioni di cocaina e di eroina, con le cartine, i flaconcini, i mozziconi, i colli di bottiglia, è proprio lungo la scala che si trovano i resti delle sniffate, della droga scaldata, . Chi viene compra, consuma, si bene una birra, magari acquista per spacciare e poi va. Altri, come detto, sono anche inquilini: in mezzo ai rifiuti non di cibarie ma di bivacco da droga e birra, ci sono i giacigli. Letti, materassi e materassini, alcuni spazi per tre persone, ci sono gli armadi dove lasciare vestiti e oggetti. E ogni appartamento degli otto presenti viene sfruttato, per consumare, per tagliare la droga e per dormire, dal basso all’alto, sino alle mansarde dove, unico allacciamento all’energia elettrica oltre alla luce nell’ingresso appena si entra, c’è un frigo acceso, per le birre. È la zona più “comoda”, con anche un divanetto, quella che probabilmente è la più frequentata perché, in caso di irruzione di qualche divisa, consente di fuggire: c’è un’ampia finestra che dà sui tetti.

In piazza Roma si spaccia, così come lungo l’asse di via Taglio passando per le piazze Mazzini, Matteotti sino a raggiungere l’area della Pomposa e del Novi Sad. Ma si spaccia anche nelle zone ora meglio collegate dell’ex manifattura e dei Giardini pubblici. L’edificio di via dei Lovoleti è come un faro il cui raggio raggiunge tutte le zone: se si deve scappare dalla polizia è facile nascondersi nella casa delle droga , per comprare e consumare basta passeggiare un po’ senza dare nell’occhio e poi, si sa, di giovani maghrebini in giro in bicicletta in centro ce ne sono tanti e non ci si fa certo caso. Probabile un blitz, probabile un repulisti: la casa della droga è davvero un bel covo che ora non passerà più inosservato.
 

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