In attesa dei fondi europei a Villa Sorra il pane c’è
Castelfranco. Il sindaco: «Entro il 2017 i finanziamenti, ora affidiamo i progetti» Intanto volontari e studenti producono e vendono grano e farine senza chimica
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CASTELFRANCO. Il pane di Villa Sorra è fatto a mano, con farina di grani antichi, acqua, sale, È lievitato con pasta madre.
Il pane nasce dai terreni di Villa Sorra, dove gli studenti dell’Istituto “L. Spallanzani” con tecniche agricole di lotta integrata, senza uso di prodotti chimici e fitofarmaci, coltivano quei grani antichi.
La farina del pane di Villa Sorra è ottenuta con macinazione a pietra, per mantenerne integre le caratteristiche nutrizionali. Le pagnotte, impasto e cottura, vengono prodotte dal Forno Baracca di Gabriele Serafini, a Nonantola.
Il pane di villa Sorra non è solo buono, come hanno certificato gli appetiti delle cento persone che l’altra sera l’hanno potuto assaggiare, alla Festa dell’Unità di Modena.
Quel pane rappresenta - di più - l’esempio plastico e concreto di come un tesoro irripetibile di storia e di cultura, di natura e di agricoltura - ovvero Villa Sorra - possa produrre anche occasioni e strumenti di formazione e, perché no, di reddito. È un po’ questo il messaggio finale della conferenza alla Festa dell’Unità, dedicata alla presentazione della nuova edizione del libro di Andrea Di Paolo, su questo «luogo straordinario tra Modena e Bologna». Villa Sorra oggi è di proprietà dei Comuni di Castelfranco, Modena, Nonantola e San Cesario, e deve affrontare spese milionarie, per garantirsi la miglior manutenzione e la più adeguata fruibilità da parte dei cittadini.
«Stiamo lavorando dallo scorso anno per accedere a fondi europei - ha spiegato il sindaco Stefano Reggianini - Nel 2016 non ci siamo riusciti, conto invece di poter avere riscontri positivi entro il 2017. Ci finanzieranno la metà di quanto è necessario, circa 3 milioni, ma si tratta di un volano indispensabile per il recupero definitivo della Villa e del parco. Ci crediamo, tanto che nei prossimi giorni assegneremo l’incarico per il progetto».
Il sindaco poi ha affrontato la chiave di volta del “progetto Villa Sorra”: «Dobbiamo ringraziare i volontari dell’associazione XVS, per essersi assunti l’impegno di tenere aperta la villa nei week end - ha detto - ma occorre mettere a punto un progetto operativo, nel quale Villa Sorra possa diventare “produttiva”, capace di sviluppare il reddito necessario a garantirne la sussistenza e la fruibilità».
E sicuramente il pane di Villa Sorra, ideato un paio d’anni fa in occasione dell’Expo, rappresenta tuttora un intrigante punto di partenza, con il prezioso coinvolgimento della scuola, oltre che delle istituzioni e del volontariato.
Il pane (e le sue farine) possono essere acquistati nel week end al punto di ristoro di Villa Sorra, al Forno Baracca, presso la caffetteria dei Musei civici di Modena e allo spaccio dell’Istituto Spallanzani.
«È ancora un prodotto di nicchia, meglio prenotarlo», ha suggerito Giorgio Cervetti, dei Musei Civici. Assieme a Fausto Ferri della Galleria civica di Modena e ovviamente ad Andrea Di Paolo hanno raccontato una affascinante Villa Sorra, in un viaggio emozionante tra storia, architettura, aneddoti, botanica, agronomia ed economia. «Esco di qui innamorata di Villa Sorra», ha confessato una signora, all’uscita. Pane e amore a Castelfranco: what else?
Alberto Setti
Il pane nasce dai terreni di Villa Sorra, dove gli studenti dell’Istituto “L. Spallanzani” con tecniche agricole di lotta integrata, senza uso di prodotti chimici e fitofarmaci, coltivano quei grani antichi.
La farina del pane di Villa Sorra è ottenuta con macinazione a pietra, per mantenerne integre le caratteristiche nutrizionali. Le pagnotte, impasto e cottura, vengono prodotte dal Forno Baracca di Gabriele Serafini, a Nonantola.
Il pane di villa Sorra non è solo buono, come hanno certificato gli appetiti delle cento persone che l’altra sera l’hanno potuto assaggiare, alla Festa dell’Unità di Modena.
Quel pane rappresenta - di più - l’esempio plastico e concreto di come un tesoro irripetibile di storia e di cultura, di natura e di agricoltura - ovvero Villa Sorra - possa produrre anche occasioni e strumenti di formazione e, perché no, di reddito. È un po’ questo il messaggio finale della conferenza alla Festa dell’Unità, dedicata alla presentazione della nuova edizione del libro di Andrea Di Paolo, su questo «luogo straordinario tra Modena e Bologna». Villa Sorra oggi è di proprietà dei Comuni di Castelfranco, Modena, Nonantola e San Cesario, e deve affrontare spese milionarie, per garantirsi la miglior manutenzione e la più adeguata fruibilità da parte dei cittadini.
«Stiamo lavorando dallo scorso anno per accedere a fondi europei - ha spiegato il sindaco Stefano Reggianini - Nel 2016 non ci siamo riusciti, conto invece di poter avere riscontri positivi entro il 2017. Ci finanzieranno la metà di quanto è necessario, circa 3 milioni, ma si tratta di un volano indispensabile per il recupero definitivo della Villa e del parco. Ci crediamo, tanto che nei prossimi giorni assegneremo l’incarico per il progetto».
Il sindaco poi ha affrontato la chiave di volta del “progetto Villa Sorra”: «Dobbiamo ringraziare i volontari dell’associazione XVS, per essersi assunti l’impegno di tenere aperta la villa nei week end - ha detto - ma occorre mettere a punto un progetto operativo, nel quale Villa Sorra possa diventare “produttiva”, capace di sviluppare il reddito necessario a garantirne la sussistenza e la fruibilità».
E sicuramente il pane di Villa Sorra, ideato un paio d’anni fa in occasione dell’Expo, rappresenta tuttora un intrigante punto di partenza, con il prezioso coinvolgimento della scuola, oltre che delle istituzioni e del volontariato.
Il pane (e le sue farine) possono essere acquistati nel week end al punto di ristoro di Villa Sorra, al Forno Baracca, presso la caffetteria dei Musei civici di Modena e allo spaccio dell’Istituto Spallanzani.
«È ancora un prodotto di nicchia, meglio prenotarlo», ha suggerito Giorgio Cervetti, dei Musei Civici. Assieme a Fausto Ferri della Galleria civica di Modena e ovviamente ad Andrea Di Paolo hanno raccontato una affascinante Villa Sorra, in un viaggio emozionante tra storia, architettura, aneddoti, botanica, agronomia ed economia. «Esco di qui innamorata di Villa Sorra», ha confessato una signora, all’uscita. Pane e amore a Castelfranco: what else?
Alberto Setti
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