L'assessore di Carpi Gasparini e le donne Pd minacciate sul web: «Fatevi stuprare...»
Il commento di un utente sul profilo facebook dell’assessore Lei reagisce: «Siamo arrivati qui. Sporgerò denuncia»
CARPI. L’assessore all’Istruzione e alle Pari opportunità del Comune di Carpi, Stefania Gasparini, è stata pesantemente minacciata su Facebook.
Il fatto risale a ieri mattina, quando l’assessore ha pubblicato sul proprio profilo due manifesti di Forza Nuova. Sotto al post, un utente - tal Roberto Montorsi - ha commentato: “Piddine, fatevi stuprare dagli immigrati, allora e come dice il mediatore culturale idiota, all’inizio fa male, poi... buon divertimento!”.
Un commento che, ovviamente, ha scatenato nel giro di pochissimo l’indignazione non soltanto della stessa Gasparini, ma di numerosi altri utenti Facebook che hanno condiviso lo screenshot, con uno stato d’animo che aleggia tra lo stupefatto e il profondamente indignato per una reazione simile sul web. Questo, soprattutto, alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni, dopo lo stupro della coppia polacca sulla spiaggia di Rimini. Abid Jee, mediatore culturale che lavorava per una cooperativa bolognese (attualmente sospeso dall’incarico) ha dichiarato, sempre su Facebook, sotto a un post relativo a quanto avvenuto a Rimini: “Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”. Un post che ha suscitato profondo sdegno. Proprio come quello ai danni di Stefania Gasparini la quale sporgerà denuncia.
L’assessore conosce personalmente l’autore del commento pubblicato ieri mattina sotto il suo post. «Si tratta di un modenese, conosciuto in occasione di un corso di Pilates, non è un esponente politico - commenta la Gasparini, che ha ricevuto una telefonata di solidarietà dal sindaco Alberto Bellelli, dopo il fatto, più altri post di sostegno da colleghi di partito ma anche tanta gente non militante - Procederò con il mio legale a sporgere denuncia: credo che ci sia una linea che non si debba superare. In questo caso, attraverso la violenza verbale, si è abbondantemente superato il limite che distingue l’opinione dall’offesa. Credo che nessuno debba far passare frasi simili. Chi scrive commenti di questo tenore e chi commette uno stupro sono legati dallo stesso filo “culturale” che legittima azioni simili. Sporgerò, quindi, denuncia per l’offesa. Questo affinché sia d’esempio anche ad altre donne che hanno paura di rivolgersi alla magistratura», conferma Gasparini.
L’autore del commento sotto il post dell’assessore ha cercato di giustificarsi dicendo di essere “stato frainteso” e ciò che intendeva dire è “che se non si fa qualcosa per arginare questa violenza e si porge sempre la guancia del buonismo finiamo per incentivare questi rischi”. Argomentazione che ha provocato altro sdegno...
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