Polizia, niente rinforzi Il sindaco: «Presi in giro»
Benatti protesta: «Nuovi ispettori assegnati ovunque tranne che a Mirandola» Ma sono mesi che si svolge solo la routine. E la gente se ne lamenta in municipio
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MIRANDOLA. Qualche sporadica azione di routine, Giusto l’arresto, venerdì, di un 45enne di Mirandola che era ai domiciliari, ma che se ne usciva a “ passeggiare” strafottente, ed è stato notato.
Per il resto la polizia di Mirandola sembra scomparsa... dai radar della comunità. L’ultima operazione nota è datata praticamente nove mesi fa, quando vennero fermati i due rapinatori del tabaccaio di via Agnini. E peraltro con pasticcio mediatico: nella foga di annunciare gli arresti da parte della Questura ci fu infatti uno scontro con il magistrato che aveva diretto le indagini. Tanto che i nomi dei due presunti colpevoli non vennero mai diffusi alla stampa. Fantasmi, e quindi chissà...
L’ultimo arresto “nobile”, quello di Santo Querulo - un’ esecuzione ordinaria per condanna da scontare, spacciata per una sorta di travolgente operazione antimafia - lo sono venuti a fare a Mirandola direttamente gli uomini della squadra Mobile di Modena.
E poi tutte le polemiche di questi mesi, sul continuo depauperamento e demotivazione del commissariato, sulla inadeguatezza delle sedi operative (oggi il Commissariato è in un appartamento di un condominio) più volte sollevate anche dai sindacati di categoria.
Polemiche sempre smentite, con argomentazioni che spaziavano dalla “percezione” alla assoluta idoneità dell’organico in servizio nella città dei Pico. Che è per di più l’unica città della Bassa dove opera la polizia, da quando i carabinieri, revocando il famoso coordinamento, avevano annunciato di poter presidiare da soli tutto il territorio dei 9 Comuni. Senza reagire, si ricorderà, la polizia si “ritirò” in città.
Anche di recente - in occasione della visita del Capo della polizia, Gabrielli - per sedare le polemiche c’erano stati impegni e rassicurazioni sul personale del Commissariato.
E invece ieri il sindacato Siulp ha scritto al sindaco, facendo notare che a Mirandola, a differenza che altrove, non è stato assegnato alcun nuovo ispettore.
«Abbiamo appreso con stupore e preoccupazione la notizia, comunicata dalla segreteria provinciale del sindacato di polizia Siulp, della mancata assegnazione di personale al Commissariato di Mirandola, ovvero degli ispettori di polizia che termineranno il corso di formazione nel marzo del 2018. Sulla base delle comunicazioni del Ministero dell’Interno, nessuno di questi sarà destinato a Mirandola per aumentare l’organico del Commissariato già in forte sofferenza - denuncia il sindaco Maino Benatti - Vorremmo capire quali sono le motivazioni che hanno spinto il Ministero a non mantenere gli impegni presi in precedenza riguardo al potenziamento del Commissariato mirandolese. Gli enti locali, dal canto loro, stanno invece mantenendo gli impegni per quanto riguarda gli investimenti sulla sicurezza, con stanziamenti per telecamere e varchi, controllo di vicinato, assistenti civici e con il progetto della sede del commissariato nell’ex Gil, che sta procedendo e che il prossimo 6 settembre sarà discusso dalla Commissione congiunta. Inspiegabile questa decisione che rischia di penalizzare ulteriormente il Commissariato e tutta la città», chiude Benatti.
Il quale anche venerdì era già intervenuto, di fatto per segnalare le proteste di alcuni cittadini. I quali, dopo aver speso soldi con i contributi del Comune per installare sistemi di sicurezza e telecamere, al bisogno si erano sentiti dire dalle forze dell’ordine, evidentemente demotivate, che le indagini non si potevano fare, che sarebbero state infruttuose, che non c’era il personale e altre amenità. In un simile contesto, la “percezione” di una polizia burocratica, assente e in continua inesorabile ritirata da Mirandola (e dal suo assoluto bisogno di “sicurezza”) ormai ha “contaminato” anche il municipio. Il che è tutto dire. (ase)
Per il resto la polizia di Mirandola sembra scomparsa... dai radar della comunità. L’ultima operazione nota è datata praticamente nove mesi fa, quando vennero fermati i due rapinatori del tabaccaio di via Agnini. E peraltro con pasticcio mediatico: nella foga di annunciare gli arresti da parte della Questura ci fu infatti uno scontro con il magistrato che aveva diretto le indagini. Tanto che i nomi dei due presunti colpevoli non vennero mai diffusi alla stampa. Fantasmi, e quindi chissà...
L’ultimo arresto “nobile”, quello di Santo Querulo - un’ esecuzione ordinaria per condanna da scontare, spacciata per una sorta di travolgente operazione antimafia - lo sono venuti a fare a Mirandola direttamente gli uomini della squadra Mobile di Modena.
E poi tutte le polemiche di questi mesi, sul continuo depauperamento e demotivazione del commissariato, sulla inadeguatezza delle sedi operative (oggi il Commissariato è in un appartamento di un condominio) più volte sollevate anche dai sindacati di categoria.
Polemiche sempre smentite, con argomentazioni che spaziavano dalla “percezione” alla assoluta idoneità dell’organico in servizio nella città dei Pico. Che è per di più l’unica città della Bassa dove opera la polizia, da quando i carabinieri, revocando il famoso coordinamento, avevano annunciato di poter presidiare da soli tutto il territorio dei 9 Comuni. Senza reagire, si ricorderà, la polizia si “ritirò” in città.
Anche di recente - in occasione della visita del Capo della polizia, Gabrielli - per sedare le polemiche c’erano stati impegni e rassicurazioni sul personale del Commissariato.
E invece ieri il sindacato Siulp ha scritto al sindaco, facendo notare che a Mirandola, a differenza che altrove, non è stato assegnato alcun nuovo ispettore.
«Abbiamo appreso con stupore e preoccupazione la notizia, comunicata dalla segreteria provinciale del sindacato di polizia Siulp, della mancata assegnazione di personale al Commissariato di Mirandola, ovvero degli ispettori di polizia che termineranno il corso di formazione nel marzo del 2018. Sulla base delle comunicazioni del Ministero dell’Interno, nessuno di questi sarà destinato a Mirandola per aumentare l’organico del Commissariato già in forte sofferenza - denuncia il sindaco Maino Benatti - Vorremmo capire quali sono le motivazioni che hanno spinto il Ministero a non mantenere gli impegni presi in precedenza riguardo al potenziamento del Commissariato mirandolese. Gli enti locali, dal canto loro, stanno invece mantenendo gli impegni per quanto riguarda gli investimenti sulla sicurezza, con stanziamenti per telecamere e varchi, controllo di vicinato, assistenti civici e con il progetto della sede del commissariato nell’ex Gil, che sta procedendo e che il prossimo 6 settembre sarà discusso dalla Commissione congiunta. Inspiegabile questa decisione che rischia di penalizzare ulteriormente il Commissariato e tutta la città», chiude Benatti.
Il quale anche venerdì era già intervenuto, di fatto per segnalare le proteste di alcuni cittadini. I quali, dopo aver speso soldi con i contributi del Comune per installare sistemi di sicurezza e telecamere, al bisogno si erano sentiti dire dalle forze dell’ordine, evidentemente demotivate, che le indagini non si potevano fare, che sarebbero state infruttuose, che non c’era il personale e altre amenità. In un simile contesto, la “percezione” di una polizia burocratica, assente e in continua inesorabile ritirata da Mirandola (e dal suo assoluto bisogno di “sicurezza”) ormai ha “contaminato” anche il municipio. Il che è tutto dire. (ase)
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