Festa Pd: 2017, è fuga dai dibattiti
di Luca Gardinale
Renzi a parte, mai così poco pubblico agli appuntamenti politici: serve una formula diversa?
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Sarà che c’è (c’era) caldo, caldissimo, e la gente è abituata ad andarci con il maglioncino, per sperimentare le prime serate di quasi-autunno. Sarà anche che ci sono dei ristoranti nuovi da provare, tutti sul viale principale, mentre il Palaconad risulta leggermente defilato. Forse saranno un po’ anche le ferie, perché in fin dei conti devono farle anche i collaboratori di ministri e parlamentari, che non possono neanche portarsi una claque per fare numero. E poi c’è che i big, quelli veri, devono ancora arrivare: ieri Renzi, nel weekend prossimo Minniti e Boschi per giocarsi tutto in poche ore. Fatto sta che il 2017 di Ponte Alto, oltre a essere quello dei 200 volontari in meno e della rottura con i bersaniani, è anche quello delle… sedie vuote. Perché se il processo di distacco dei cittadini dalla politica - e della politica dai cittadini - non è certo iniziato ora, mai come quest’anno alla festa Pd si era visto tanto vuoto ai dibattiti. Renzi a parte (che ieri ha totalizzato 600 presenze), il vuoto, tanto per fare un esempio, vuol dire 38 presenti all’incontro con Giuliano Poletti (per il Pd erano una manciata in più, ma cambierebbe poco): certo, non si tratta esattamente di un ministro “popolare” anche per i dem, ma solo qualche anno fa sarebbe sembrato impensabile vedere meno di cinquanta persone sedute quando al Palaconad c’è un esponente di governo, peraltro con una delega - il lavoro - piuttosto cruciale per le politiche del Pd. Che poi, guardandosi un po’ in giro, di gente ce n’era: allo spazio dei latino-americani, ad esempio, c’era più o meno il triplo di persone. È andata più o meno alla stessa maniera il giorno dopo, quando alla festa è arrivato il politologo Pietro Ignazi, mentre domenica si è toccata quota 50 spettatori, ma… divisi tra due incontri: poco meno di trenta i presenti all’intervista all’europarlamentare Cécile Kyenge - in quel caso gli organizzatori hanno scelto di spostare l’incontro allo Spazio libri, che avendo 25 sedie contro le 250 del Palaconad si è riempito - e altrettanti i cittadini che poco dopo hanno seguito l’intervista a Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, dove si è replicato l’effetto vuoto di Poletti. È andata diversamente mercoledì scorso, quando a Ponte Alto è arrivato l’ex allenatore del Modena Gianni De Biasi, che ha fatto il pieno di spettatori, ma a differenza della politica l’appeal del calcio non ha mai subito crolli. Ora, appunto, la festa è entrata nel vivo, e gli appuntamenti del prossimo weekend, insieme a temperature più adeguate al periodo, dovrebbero garantire una presenza più significativa. Rimane che di fronte a tante sedie vuote sarebbe ora di iniziare a interrogarsi sulla necessità di cambiare formula, sia nel metodo - con spazi più piccoli, perché il grande comizio ormai non esiste più - sia nel merito, perché evidentemente il dibattito “classico” con gli esponenti del partito (a proposito: perché quest’anno non è stato invitato alcun rappresentante di altri schieramenti?) non funziona più. Anche perché le alternative - chiamare solo calciatori, o chiamare i ministri e farli ballare nello spazio dei latinI- al momento sembrano poco percorribili...
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