Incidenti con gli ungulati: la Regione deve risarcire
di Daniele Montanari
Sentenza del Tribunale che impone l’indennizzo ad una donna di Serramazzoni L’avvocato Morandi: «La gestione degli animali selvatici è competenza statale»
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SERRAMAZZONI. Se un animale attraversa la strada all'improvviso distruggendomi l’auto, a chi posso chiedere i danni? Tanti si saranno posti questa domanda, di fronte a un incidente. Ma pochi forse avranno imbracciato una battaglia legale per ottenere il giusto risarcimento, scoraggiati da un quadro normativo contorto che finora ha sempre rimpallato la responsabilità tra Provincia e Regione. Ma adesso arriva un sentenza che può fare scuola, stabilendo che nelle zone che non sono di protezione faunistica, come la maggior parte di quelle attraversate dalle nostre strade, a pagare deve essere la Regione.
A promuovere la causa civile è stata Dolores Reggianini, 55enne di Riccò, coinvolta il 3 dicembre 2009 in un brutto incidente mentre viaggiava col marito 67enne O.M., proprietario della Fiat Multipla. Stavano scendendo sull’Estense in direzione Modena quando nel tratto serramazzonese, poco prima del viadotto, un cervo di due quintali ha attraversato da destra rendendo inevitabile l’investimento, che ha causato gravi danni all’auto e ferite alla signora.
La coppia si è rivolta all'avvocato civilista Stefano Morandi di Pavullo, che il 9 gennaio 2013 ha avviato la causa arrivata a sentenza nei giorni scorsi: il Tribunale di Modena, attraverso il giudice Roberto Masoni, ha stabilito che la responsabilità del sinistro è da attribuirsi alla Regione, condannandola a pagare 8mila euro di danni per la vettura e 2mila per le lesioni riportate dalla signora.
«Non è stato semplice di fronte a una giurisprudenza finora contrastante - spiega l’avvocato Morandi - ma siamo riusciti a fare leva su elementi importanti».
Innanzitutto, su un principio di Cassazione secondo cui «la responsabilità extracontrattuale per i danni provocati dall’attraversamento su una strada statale di un animale selvatico deve essere imputata all’ente a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna». Che è non la Provincia, visto che l’Estense non attraversa zone di protezione faunistica (e vista anche la soppressione parziale dell’ente con la legge 56/2014), ma la Regione, che è quindi «responsabile ai sensi dell’articolo 2043 del Codice Civile per i danni provocati da animali selvatici a persone o cose».
«È noto che la fauna selvatica per effetto della legge 968/1977 costituisce patrimonio indisponibile dello Stato», ricorda il giudice modenese nella sentenza, precisando che questo permette di determinare «l’imputabilità, ad un ben individuato soggetto, dei danni cagionati dalla selvaggina». E visto che lo Stato delega la Regione, tocca a questa pagare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A promuovere la causa civile è stata Dolores Reggianini, 55enne di Riccò, coinvolta il 3 dicembre 2009 in un brutto incidente mentre viaggiava col marito 67enne O.M., proprietario della Fiat Multipla. Stavano scendendo sull’Estense in direzione Modena quando nel tratto serramazzonese, poco prima del viadotto, un cervo di due quintali ha attraversato da destra rendendo inevitabile l’investimento, che ha causato gravi danni all’auto e ferite alla signora.
La coppia si è rivolta all'avvocato civilista Stefano Morandi di Pavullo, che il 9 gennaio 2013 ha avviato la causa arrivata a sentenza nei giorni scorsi: il Tribunale di Modena, attraverso il giudice Roberto Masoni, ha stabilito che la responsabilità del sinistro è da attribuirsi alla Regione, condannandola a pagare 8mila euro di danni per la vettura e 2mila per le lesioni riportate dalla signora.
«Non è stato semplice di fronte a una giurisprudenza finora contrastante - spiega l’avvocato Morandi - ma siamo riusciti a fare leva su elementi importanti».
Innanzitutto, su un principio di Cassazione secondo cui «la responsabilità extracontrattuale per i danni provocati dall’attraversamento su una strada statale di un animale selvatico deve essere imputata all’ente a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna». Che è non la Provincia, visto che l’Estense non attraversa zone di protezione faunistica (e vista anche la soppressione parziale dell’ente con la legge 56/2014), ma la Regione, che è quindi «responsabile ai sensi dell’articolo 2043 del Codice Civile per i danni provocati da animali selvatici a persone o cose».
«È noto che la fauna selvatica per effetto della legge 968/1977 costituisce patrimonio indisponibile dello Stato», ricorda il giudice modenese nella sentenza, precisando che questo permette di determinare «l’imputabilità, ad un ben individuato soggetto, dei danni cagionati dalla selvaggina». E visto che lo Stato delega la Regione, tocca a questa pagare.
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