Blitz dei vigili, chiusa la casa della droga
di Stefano Totaro
All’interno trovati a dormire e denunciati due maghrebini tossicodipendenti. Tracce fresche di bivacchi nel week end
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La casa della droga è stata chiusa. Davanti ad una robusta catena che stringe le due ante del portone è pure nata una promessa, quella della figlia dell’anziana proprietaria dello stabile: presto inizieranno i lavori di ristrutturazione, non prima però di effettuare una bonifica radicale di tutti i piani.
In via dei Lovoleti, quella piccola strada che collega piazza Roma a via del Taglio, quella che all’angolo ha il vecchio specchio del forno San Giorgio, ieri mattina che passava guardava incuriosito, come per cercare conferme, e notava quell'ingresso ancora pieno di carta spagnola sbruciacchiata per inalare l’eroina, percepiva l’odore forte dei bivacchi e degli escrementi e commentava che è una situazione vergognosa. E dire che, a quanto sembra, ci sono voluti solo pochi mesi a ridurre l’intero stabile di tre piani (otto appartamenti più mansarde ) in una una vergogna, in un luogo di assoluto degrado, un posto strategico sia per dormire, per nascondersi ma soprattutto per fare affari di droga. Come infatti ha riferito la proprietà l’ultimo inquilino, un maghrebino, era «finalmente stato allontanato giusto tre o quattro mesi fa, gli altri inquilini erano già stati mandati via. Era una brutta situazione, spesso è così quando si affitta in centro. Ma nessuno di noi si invaginava che il palazzo fosse diventato così».
Ieri all’alba, dopo l’articolo della Gazzetta nel quale si descriveva cosa nascondesse quel bel palazzo dall’esterno color Modena, con gli scuri in legno, senza alcuna scritta o traccia esterna di sporcizia, è stato il momento della controffensiva. Non si poteva tollerare, quasi fosse una beffa, che nel cuore della città, tra piazze ed Accademia, in posizione strategica da cui raggiungere ogni luogo d’aggregazione cittadina, ci fosse una casa della droga dove qualsiasi “addetto ai lavori” poteva entrare, consumare, preparare dosi e poi vendere, andare in giro a spacciare oltre a fare compagnia a quelli che, sempre del mestiere, all’interno avevano piazzato già dei materassi ed erano il nuovi “inquilini” abusivi.
E così è scattato il blitz. Gli agenti del Nucleo problematiche del territorio, ovvero quelli della polizia municipale che in modo specifico si occupano dei controlli e in particolare dello spaccio di stupefacenti, hanno fatto irruzione, o meglio, hanno dato una piccola spallata a portone del civico 5 e si sono avventurati, come aveva fatto tre giorni prima la Gazzetta, su e già per la casa della droga.
Due persone sono state trovate all’interno e stavano dormendo nell’ala notte di un appartamento. Si tratta di vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, due maghrebini spacciatori ora diventati consumatori, irregolari, clandestini. Sono stati portati al comando e denunciati per invasione e occupazione abusiva.
Quanto alla “location”, il degrado non era come prima bensì più di prima, rispetto a come lo avevamo trovato venerdì scorso. Evidentemente la casa della droga era stata ben sfruttata nel fine settimana: a differenza di venerdì c’erano parecchi resti di cibarie, di scatolette di tonno lungo le scale, piatti sporchi, stracci, un odore molto più forte. Lungo le scale poi, tra il terzo piano e le mansarde, ci deve essere stata anche una discussione, a giudicare da un tappeto di cocci di bottiglie di birra.
Per il resto i soliti giacigli, la tanta carta stagnola sbruciacchiata, i filtri per fumare l’hascisc, nessuna siringa e una bottiglina di metadone, ad uso di uno dei due maghrebini trovati all’interno. Ogni piano aveva il suo degrado: nessuna porta, un open space ricco di tracce di droga, di bivacchi e di passaggi mordi e fuggi.
Un panorama , come hanno sottolineato gli esperti della polizia municipale, comunque fresco, recente, a testimoniare come in effetti il degrado non sia maturato in un anno o più ma sia stato creato solo di recente.
In via dei Lovoleti, quella piccola strada che collega piazza Roma a via del Taglio, quella che all’angolo ha il vecchio specchio del forno San Giorgio, ieri mattina che passava guardava incuriosito, come per cercare conferme, e notava quell'ingresso ancora pieno di carta spagnola sbruciacchiata per inalare l’eroina, percepiva l’odore forte dei bivacchi e degli escrementi e commentava che è una situazione vergognosa. E dire che, a quanto sembra, ci sono voluti solo pochi mesi a ridurre l’intero stabile di tre piani (otto appartamenti più mansarde ) in una una vergogna, in un luogo di assoluto degrado, un posto strategico sia per dormire, per nascondersi ma soprattutto per fare affari di droga. Come infatti ha riferito la proprietà l’ultimo inquilino, un maghrebino, era «finalmente stato allontanato giusto tre o quattro mesi fa, gli altri inquilini erano già stati mandati via. Era una brutta situazione, spesso è così quando si affitta in centro. Ma nessuno di noi si invaginava che il palazzo fosse diventato così».
Ieri all’alba, dopo l’articolo della Gazzetta nel quale si descriveva cosa nascondesse quel bel palazzo dall’esterno color Modena, con gli scuri in legno, senza alcuna scritta o traccia esterna di sporcizia, è stato il momento della controffensiva. Non si poteva tollerare, quasi fosse una beffa, che nel cuore della città, tra piazze ed Accademia, in posizione strategica da cui raggiungere ogni luogo d’aggregazione cittadina, ci fosse una casa della droga dove qualsiasi “addetto ai lavori” poteva entrare, consumare, preparare dosi e poi vendere, andare in giro a spacciare oltre a fare compagnia a quelli che, sempre del mestiere, all’interno avevano piazzato già dei materassi ed erano il nuovi “inquilini” abusivi.
E così è scattato il blitz. Gli agenti del Nucleo problematiche del territorio, ovvero quelli della polizia municipale che in modo specifico si occupano dei controlli e in particolare dello spaccio di stupefacenti, hanno fatto irruzione, o meglio, hanno dato una piccola spallata a portone del civico 5 e si sono avventurati, come aveva fatto tre giorni prima la Gazzetta, su e già per la casa della droga.
Due persone sono state trovate all’interno e stavano dormendo nell’ala notte di un appartamento. Si tratta di vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, due maghrebini spacciatori ora diventati consumatori, irregolari, clandestini. Sono stati portati al comando e denunciati per invasione e occupazione abusiva.
Quanto alla “location”, il degrado non era come prima bensì più di prima, rispetto a come lo avevamo trovato venerdì scorso. Evidentemente la casa della droga era stata ben sfruttata nel fine settimana: a differenza di venerdì c’erano parecchi resti di cibarie, di scatolette di tonno lungo le scale, piatti sporchi, stracci, un odore molto più forte. Lungo le scale poi, tra il terzo piano e le mansarde, ci deve essere stata anche una discussione, a giudicare da un tappeto di cocci di bottiglie di birra.
Per il resto i soliti giacigli, la tanta carta stagnola sbruciacchiata, i filtri per fumare l’hascisc, nessuna siringa e una bottiglina di metadone, ad uso di uno dei due maghrebini trovati all’interno. Ogni piano aveva il suo degrado: nessuna porta, un open space ricco di tracce di droga, di bivacchi e di passaggi mordi e fuggi.
Un panorama , come hanno sottolineato gli esperti della polizia municipale, comunque fresco, recente, a testimoniare come in effetti il degrado non sia maturato in un anno o più ma sia stato creato solo di recente.
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